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Domande e risposte

Sono proprietario di un’abitazione non locata situata nel medesimo comune in cui risiedo, per la quale, nel corso del 2013 ho provveduto al pagamento dell’Imposta Municipale. In vista della prossima dichiarazione dei redditi, la rendita catastale di tale immobile in che maniera andrà ad influire sulla base imponibile per il calcolo dell’Irpef?

 

L’Agenzia delle Entrate con circolare 36/E del 19/12/2013 ha espresso una nuova interpretazione del trattamento fiscale del diritto di superficie.
Infatti, ritiene che i compensi percepiti dal titolare del fondo a seguito della costituzione del diritto di superficie acquisito a titolo originario (senza, vale a dire, aver sostenuto un costo oggettivamente determinabile e direttamente riferibile al diritto ceduto) gli stessi debbano essere inclusi nella fattispecie recata dall’art.67 c.1, lettera l del Tuir, vale a dire fra i redditi diversi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.
Chiedo, ai fini della determinazione della plusvalenza da assoggettare a tassazione, se il terreno concesso in diritto di superficie nel 2010 e acquisito dalla S.S., a seguito di un conferimento di ramo di azienda nel 2003, il corrispettivo è da assoggettare ad IRPEF ed addizionali.

Abbiamo dei capannoni adibiti all'allevamento di polli siti in un comune che rientra nella zona montana. Questi capannoni furono costruiti da mio padre prima del 1967 per adibirli all'allevamento di polli , nel 1989 furono accatastati in D/1 perché, ci riferisce il geometra, all'epoca non si poteva classificarli in altro modo in quanto il D/10 non esisteva e non si poteva neanche fare annotazioni sul tipo di attività svolta. Successivamente ad aprile 2013 abbiamo fatto la variazione in catasto richiedendo i requisiti di ruralità e abbiamo rilasciato dichiarazione con la quale si diceva che almeno da un quinquennio avevamo i requisiti di ruralità.Nel gennaio 2014 abbiamo ricevuto atto di accertamento ICI da parte del Comune per gli anni 2009/2010/2011 in quanto sostengono che avendo fatto la richiesta ad aprile 2013 non ci viene riconosciuta la ruralità per gli anni pregressi. in ogni caso quei capannoni sono nati per attività agricola è noto a tutti e tra i documenti ho trovato degli attestati del 1975 con i quali l'allora sindaco dichiarava che lì veniva svolta attività di allevamento.Vorrei un vostro parere.

Sono un imprenditore agricolo proprietario di un fabbricato rurale ad uso abitativo e sto valutando la sostituzione della caldaia di casa con l’utilizzo di nuovi impianti per la climatizzazione invernale, i quali sono costituiti da due unità, una interna ed una esterna. Pertanto un unico contenitore prevede sia la caldaia a condensazione che una pompa di calore di piccola potenza. Tale impianto può essere oggetto di detrazione fiscale del 65%?

Sono affittuario, in virtù di accordo ultraventennale di una azienda agricola. Ho la qualifica IAP e il contratto è del tipo "a cancelli chiusi" con pattuizioni ai sensi della legge 203/82.
Una importante società del settore mi ha contattato per installare alcune pale eoliche di piccola taglia (60 kWp) per un periodo da definire.
Io vorrei fare questo accordo a condizione che gli aerogeneratori siano rimossi entro la scadenza del contratto, e che il corrispettivo sia corrisposto ovviamente a me e non al proprietario del fondo.
Vi domando se vi sia un idoneo negozio giuridico per poter raggiungere tale obiettivo, giacché la cessione del diritto di superficie ed il subaffitto non rientrano nelle mie facoltà.

Un imprenditore agricolo,in regime speciale Iva, acquista una trattrice agricola usata da un privato. Poichè non è stato possibile stipulare un atto di vendita presso un notaio, come può essere regolarizzata, ai fini fiscali, questa operazione?

A fine anno ci sono delle coltivazioni in corso sul campo (ad esempio grano seminato). Le valuterei come "anticipazioni colturali" . Trattandosi di bilancio di srl civilisticamente le valuterei a costo imputando tutti i costi specifici quali sementi, concimi già sparsi, lavorazioni fino al 31/12 e anche gli affitti del periodo. Ci sono metodi alternativi?

"A" è un produttore agricolo in regime di esonero che ha venduto a "B", anch'esso in regime di esonero, 1 quintale di olio per euro 400,00. Essendo due esonerati, come documentazione fiscale abbiamo solo una dichiarazione di vendita tra le parti. Tale dichiarazione di vendita va dichiarata nello spesometro ?

Nel 2012 con scrittura privata autenticata ho sottoscritto in qualità di conduttore un contratto di affitto di fondo rustico della durata di nove anni + nove anni al fine di poter realizzare sullo stesso un impianto per la produzione di energia fotovoltaica. Qualche giorno fa l’Agenzia delle Entrate mi ha notificato un avviso di liquidazione ai fini dell’imposta di registro con cui riqualifica il contratto di affitto in un atto costitutivo di diritto di superficie ai sensi di quanto previsto dall’art. 20 del D.P.R. 131/86. Vorrei sapere se l’avviso può essere impugnato con successo in Commissione.

Sono un imprenditore agricolo proprietario di un fabbricato rurale posto nelle vicinanze di una località turistica. Durante il periodo estivo affitto questo immobile per brevi periodi (anche pochi giorni) tramite un’autorizzazione comunale di affittacamere stagionale. Tengo a precisare che oltre ad affittare l’immobile vengono anche forniti alcuni semplici servizi quali il cambio della biancheria e le pulizie a fine periodo. Può essere configurata questa attività come locazione immobiliare?

Un privato è proprietario di un fabbricato rurale composto da stalle e porticati.
E' stato effettuato l'accatastamento nel 2013 come D/10.
L'immobile risulta costruito, in parte negli anni 60 e in parte nel 1975 con regolari permessi. 
Ora, si vorrebbe procedere alla vendita del suddetto fabbricato unitamente a un pezzetto di terreno.
E' stata interpellata l'Agenzia delle Entrate di Bergamo la quale sostiene che, ai fini del calcolo di una eventuale plusvalenza, il termine di riferimento per il passaggio del quinquennio è LA DATA DI ACCASTAMENTO a nulla rilevando che si tratta di fabbricati rurali ultratrentennali.
Ci hanno consigliato l'interpello ma sembra un po' "pericoloso".
Secondo me, non c'è plusvalenza però, l'operazione si è fermata in quanto il cliente non vuole rischiare una evantuale plusvalenza.
E' corretta la posizione dell'Agenzia delle Entrate? In base a cosa possono sostenere la loro posizione?

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