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Ecco il nuovo Governo: per l'agricoltura italiana prioritario sbloccare il sistema PAC

È di ieri la notizia che, dopo diversi tentativi andati a vuoto, il presidente incaricato Giuseppe Conte è riuscito a formare il Governo, con l’appoggio di Lega e Movimento 5 Stelle.

L’instabilità politica italiana e le difficoltà nel formare e mettere a regime un Governo espressione del Parlamento eletto il 4 marzo sembrano essere destinate a durare ancora poco, ma il lungo stallo vissuto avrà importanti risvolti nella vita normativa del Paese.

Dalla privacy alla fatturazione elettronica, infatti, tante sono le questioni apertein attesa dei decreti attuativi necessari per rendere effettive normative già approvate e vigenti. Per quanto riguarda il mondo dell’agricoltura, peraltro, la situazione non è migliore. Anzi.

Si pensi, ad esempio, alla normativa relativa all’attuazione nazionale del Regolamento Omnibus. Lo scorso 30 marzo, il MIPAAF ha inviato alla Commissione UE gli orientamenti nazionali, i quali sono stati approvati sia da Bruxelles che dalla Conferenza Stato-Regioni, che ne ha dato parere favorevole il 24 aprile 2018.

Per rendere effettiva tale disciplina, ora occorrerebbe l’approvazione di un decreto ministeriale; pare evidente, però, che tanto la vacanza di un Governo, quanto la precaria stabilità di un Parlamento che è ancora alla ricerca di una sua maggioranza, siano tutt’altro che d’aiuto alla formazione di un così importante testo normativo.

Senza il richiamato decreto, però, restano bloccate questioni di primaria importanza come la nuova definizione di agricoltore attivo, le nuove modalità di accesso alla Riserva Nazionale e la maggiorazione del pagamento per i giovani agricoltori.

agricoltore attivo

Purtroppo, quello sopracitato, non è un caso isolato: nei primi giorni di maggio, infatti, la Commissione Europea ha concesso agli Stati la possibilità di prorogare il termine per la presentazione delle domande PAC dal 15 maggio al 15 giugno 2018.

Tale apertura, che ormai è diventata una prassi consolidata nel sistema PAC, porta con sé una piccola controindicazione: per poter avere piena efficacia, essa deve essere trasformata in una normativa interna, sotto forma di legge o di decreto.

Non c’è allarme, certo, anche perché gli operatori hanno ricevuto ampie rassicurazioni da parte di AGEA, ma ad oggi la proroga è ancorata ad una previsione UE non direttamente applicabile e a qualche dichiarazione degli enti pagatori. Difficile immaginare un quadro di maggiore incertezza.

In attesa che il quadro istituzionale trovi un suo equilibrio e che maturino le condizioni per far ripartire il Paese dopo mesi di impasse, oggi sono ben quattro le circolari di AGEA in attesa di una pubblicazione e chissà quante altre resteranno ferme nell’imbuto creatosi in questi mesi.

In questi giorni, sui social e nei salotti televisivi, numerose sono le posizioni, spesso contrastanti, espresse sul tema della politica interna. Senza volerne sposare alcuna, di una cosa siamo certi: senza una pronta ripresa del normale andamento istituzionale, il futuro non potrà che essere a tinte fosche, per la nostra agricoltura e per il nostro Paese.

Gian Marco Centinaio

Toccherà al nuovo ministro Gian Marco Centinaio e al suo staff rimettere in moto la macchina organizzativa, al fine di trovare soluzioni e risposte alle domande di tutti gli agricoltori.

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