Pac post 2020 senza pagamenti diretti?

03/08/2017 | Circolare n. 249/2017

Ad inizio luglio, si è tenuta a Bruxelles la Conferenza europea sul futuro della PAC, in cui sono stati analizzati i dati della consultazione pubblica svolta nei mesi scorsi. Da tale discussione, si possono iniziare a prevedere alcune delle tendenze di fondo che guideranno le scelte del legislatore europeo nella formulazione della nuova PAC post 2020.

Ambiente, cambiamenti climatici, qualità degli alimenti, occupazione ed innovazione: questi sono i temi più caldi, quelli indicati da agricoltori e cittadini come fondamentali e da tenere nel mirino in vista della prossima riforma.

Tra le sfide dell’agricoltura, la consultazione pubblica ha fornito risposte differenziate: per gli agricoltori, l’obiettivo è ottenere un livello di vita equo; per i cittadini, invece, è necessario porre maggiore attenzione all’ambiente, alle risorse naturali e al cambiamento climatico. Le organizzazioni, invece, hanno posto l’accento sulla necessità di creare nuovi posti di lavoro nel settore agricolo.

Interessanti, invece, sono state le risposte fornite dagli utenti sugli strumenti che la nuova PAC dovrà utilizzare. La maggior parte degli interpellati, infatti, ha indicato una forte predilezione per incentivi legati ad azioni volte alla tutela dell’ambiente e del clima, ma anche misure in favore dello sviluppo del capitale umano.

Sembra quindi delineato un futuro in cui il sostegno pubblico all’agricoltura sarà fornito tramite politiche di sostegno agli investimenti fortemente selezionate. Pare invece tramontato il periodo dei pagamenti diretti che non dovrebbero più essere centrali nella futura PAC post 2020.

Ulteriori ambiti di miglioramento sono poi stati individuati nella consultazione, infatti l’attuale meccanismo della PAC presenta alcune criticità.

Una di queste è la materia relativa al greening, sia per quanto riguarda la definizione di prati permanenti che per le aree ecologiche, la cui individuazione non è sempre semplice, con particolare riferimento agli elementi caratteristici del paesaggio. La condizionalità è stata poi definita “gravosa”. Sul greening, sarà interessante vedere cosa cambierà a partire dal 2018, con le novità introdotte qualche settimana fa.

Altri aspetti individuati come critici sono la complessità delle domande di aiuto, soggette a continue modifiche nei programmi, la burocrazia e la quantità di regole che rendono l’intero sistema PAC come ostico e molto oneroso.

Quanto agli obiettivi su cui si dovrà concentrare la futura PAC, sono stati segnalati come prioritari il sostegno all’agricoltura biologica e alle pratiche sostenibili, da coordinare con una disciplina volta alla difesa del suolo e delle acque. Decisivo, inoltre, sarà supportare la stabilità del mercato e la creazione e lo sviluppo dell’occupazione.

Agricoltori e cittadini, quindi, hanno delineato una PAC più semplice ed accessibile, volta a proteggere l’ambiente e a garantire un mercato del lavoro e delle merci stabile e crescente per gli operatori. Ora tocca alle istituzioni europee plasmare il nuovo sistema, dando una linea sostenibile e, contemporaneamente, non tradire le attese.

 

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Professionisti di riferimento

Maurizio LeoDocente Scuola di istruzione
Guardia di Finanza Roma
Gian Paolo TosoniPubblicità de Il Sole 24 ORE
Esperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Luciano MattarelliEsperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Angelo FrascarelliProfessore Associato
Università degli Studi di Perugia

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