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Scissione dei pagamenti (split payment), il “si” dell’Unione Europea

Il Consiglio dell’Unione europea, con la Decisione n. 2015/1401 del 14 luglio 2015, recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, ha autorizzato l’Italia ad adottare il meccanismo di scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”) fino al 31 dicembre 2017.

Come anticipato nella Circolare di Consulenzaagricola.it n. 44/2015, la scissione dei pagamenti consiste nel meccanismo in base al quale, per le cessioni di beni / prestazioni di servizi nei confronti di Enti pubblici, questi ultimi devono provvedere direttamente al versamento dell’IVA loro addebitata all’Erario e non al fornitore (cedente o prestatore).

Nella pratica, l'Ente pubblico che riceve la fattura "spacca" il pagamento in due: la parte del corrispettivo la versa al fornitore, la parte dell'IVA la versa direttamente all’Erario.

Si rammenta che lo “split payment” non trova applicazione da parte dei lavoratori autonomi che prestano servizi assoggettati a ritenuta alla fonte.

Tuttavia, l’autorizzazione concessa a livello comunitario è temporanea, poiché troverà applicazione dall’ 1/01/2015 al 31/12/2017, ed è subordinata alla contemporanea sussistenza di due condizioni:

  • alla presentazione alla Commissione UE, da parte dell’Italia, di una relazione sulla situazione generale dei rimborsi IVA ai soggetti passivi “entro 18 mesi dall’entrata in vigore della misura di deroga sul territorio nazionale”, ossia entro il 30/06/2016;
  • al fatto che l’Italia ha “assicurato che non chiederà il rinnovo dell’autorizzazione alla misura di deroga”. Secondo il Consiglio il rinnovo non dovrebbe essere richiesto posto che dal 2014 è stato introdotto l’obbligo di utilizzo della fatturazione elettronica per le cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti della PA con la conseguente possibilità di “controllare adeguatamente il settore interessato (…) sulla base dei dati disponibili per via elettronica”.

Le misure in tema di scissione dei pagamenti appaiono, ad avviso del Consiglio, proporzionate agli obiettivi perseguiti e giustificate dal riscontro di considerevoli fenomeni di evasione fiscale per quanto riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate a favore delle pubbliche amministrazioni.

 

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