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I terreni, anche non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali sono soggetti alla 'mini-Imu'.
La regola si applica a patto che il Comune abbia deliberato per il 2013 un'aliquota più elevata rispetto al tetto statale del 7,6 per mille.
A differenza dei fabbricati rurali sui quali gli enti locali non avevano il potere di aumentare l'aliquota del 2 per mille, per i terreni, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali devono verificare le scelte dei Municipi.
Se è stata confermata l'aliquota di base o se questa è stata ridotta il problema del pagamento non si pone, considerato che anche questi immobili, come le prime case e quelle assimilate hanno fruito dell'abolizione sia della prima che della seconda rata Imu.
Solo in caso di aumento dell'aliquota standard va calcolato e versato il tributo dovuto.
E' bene ricordare che non devono versare la mini-Imu i possessori di terreni agricoli che non hanno la qualifica di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali in quanto devono aver già provveduto nel mese di dicembre 2013.