con la legge di bilancio 2018 è stata normata l’attività di enoturismo che ha trovato applicazione grazie al decreto 12 marzo 2019, pubblicato in gazzetta il 15 aprile 2019. la norma mira sostanzialmente a favorire quelle attività, formative ed informative, che permettono di valorizzare le diversificate produzioni vinicole nazionali. cos’è l’enoturismo? con il decreto sull’enoturismo si aprono nuove opportunità per il comparto, soprattutto in termini di valorizzazione del territorio e occasioni di crescita per tutta la filiera. le attività ricomprese nella definizione di enoturismo sono principalmente tre:. l’insieme delle attività, formative ed informative, rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino. per esempio le visite guidate ai vigneti e le cantine dell’azienda o le visite dei luoghi in cui si conservano i vecchi strumenti di lavorazione della vite o della produzione del vino;. iniziative didattiche, culturali e ricreative, compresa la vendemmia didattica;. l’attività di degustazione e commercializzazione dei prodotti aziendali, anche in abbinamento agli alimenti. sul punto, sottolineiamo che, in origine, il decreto prevedeva che la degustazione venisse fatta con soli alimenti già pronti al consumo. successivamente tale dicitura è stata modificata prevedendo tutti i prodotti agroalimentari, anche manipolati e trasformati dall’azienda stessa e pronti per il consumo. unica clausola è che siano prodotti freddi, escludendo così ogni servizio di ristorazione. parametri minimi. il legislatore si è preoccupato di definire alcuni requisiti e standard minimi che l’imprenditore agricolo deve soddisfare per poter svolgere questa attività. i parametri minimi imposti per lo svolgimento di tale attività sono minuziosi e, probabilmente, non agevolano le aziende agricole di piccole dimensioni ancora poco strutturate. in ogni caso la legge vuole che:. vengano rispettati i requisiti generali di carattere igienico sanitario e di sicurezza;. sia garantita l’apertura settimanale o stagionale di un minimo di tre giorni tra cui possono essere compresi anche la domenica, i festivi e i prefestivi;. ci siano strumenti di prenotazione delle attività, possibilmente informatici;. sia presente un cartello da affiggere all’ingresso riportante orari, tipologia di servizi offerti e le lingue parlate;. si provveda a tenere un sito web aziendale;. vengano indicati i parcheggi nelle vicinanze dell’azienda;. i materiali informativi sull’azienda siano stampati in almeno 3 lingue;. sia esposto e distribuito il materiale informativo sul tipo di attività svolta;. vi siano appositi ambienti per l’accoglienza e per la tipologia di attività svolta;. il personale addetto sia formato e competente;. la degustazione del vino avvenga in calici in vetro o di altri materiali, purché non siano alterate le proprietà organolettiche del prodotto. la degustazione e la commercializzazione venga effettuata dal personale competente e formato, compreso tra: titolare, familiari coadiuvanti, dipendenti o collaboratori esterni;. l’abbinamento dei prodotti finalizzati alla degustazione sia strettamente legato alla produzione locale tipica della regione in cui è svolta l’attività enoturistica. assunzioni dei dipendenti con o senza vincoli? per quanto riguarda le assunzioni dei dipendenti impiegati nel turismo del vino, si sottolinea che le imprese agricole possono beneficiare dei vantaggi tipici di tale settore. infatti, si potrà continuare a godere del sistema di deroghe previsto per il settore agricolo in merito alle assunzioni a tempo determinato. in altre parole, essendo l’enoturismo un’attività connessa, sarà possibile non attenersi ai vincoli di forma, di causale, di proroga e di rinnovo previsti per i contratti degli altri settori. sul punto rammentiamo che:. non è necessario indicare nei contratti a tempo determinato, di durata superiore a 12 mesi, la causale del contratto a termine;. non si applica l’incremento contributivo dello 0,5% per ogni contratto rinnovato;. se la durata del contratto a tempo determinato supera i 12 mesi senza indicazione della causale, il rapporto non si trasforma automaticamente a tempo indeterminato. va comunque tenuto sempre bene a mente che il personale destinato all’attività enoturistica deve essere competente ed opportunamente formato. infatti, servono specifiche competenze per illustrare le caratteristiche organolettiche e gustative dei vini, come pure per rappresentare i processi che portano dalla coltivazione dell’uva alla trasformazione del raccolto in vino, alla maturazione ed affinamento del prodotto fino all’imbottigliamento. l’enoturismo può quindi rappresentare un’interessante opportunità di lavoro per quelle figure che desiderano cimentarsi con questa nuova attività. tali figure professionali dovranno garantire sempre più anche la conoscenza di lingue straniere, dato l’interesse per le nostre produzioni tipiche rappresenta un elemento attrattivo non di poco conto. ©riproduzione riservata