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pacchetto-ortofloro-plus Enoturismo in sicurezza con la “Carta dell’enoturismo ai tempi del COVID-19”

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ripartono le attività enoturistiche dopo la sospensione dovuta alle misure di contenimento della diffusione del covid-19, adottate dal governo e dalle regioni. l’attività enoturistica, al pari delle altre attività turistico ricettive, è stata pesantemente colpita dai provvedimenti imposti dal lockdown e le imprese del settore sono molto preoccupate per la ripresa del turismo, specie quello straniero, che da sempre apprezza la qualità e la varietà dei vini italiani e che, in generale, ha sempre mostrato, in questi anni, un crescente interesse a conoscere la cultura enogastronomica del nostro paese. nell’immediato, anche le imprese enoturistiche dovranno ripartire dal mercato turistico interno che, sicuramente, nonostante i chiaroscuri di una possibile recessione economica, mostra una ripresa nettamente più evidente rispetto a quello estero. ma non bisogna demordere e occorre lavorare anche per riportare gli stranieri nelle cantine del “bel paese”, in quanto le attività enoturistiche ben organizzate possono garantire un’offerta di servizi attrattivi ed al contempo sicurianche sul fronte del covid-19. in quest’ottica propositiva, merita un plauso l’iniziativa di unione italiana vini e movimento turismo del vino, con la quale si è voluto redigere un documento che fornisce le linee guida per l’accoglienza in vigna ed in cantina. “la carta dell’enoturismo ai tempi del covid-19” si presenta come un documento strutturato, di facile lettura, di carattere operativo, in grado di fornire risposte concrete agli imprenditori ed agli addetti ai lavori che devono organizzare l’accoglienza in azienda dei clienti, con la massima sicurezza sia degli ospiti che degli stessi addetti. il settore enoturistico in italia conta circa 25.000 aziende, occupa almeno 30.000 dipendenti stagionali ed ha un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di euro per le sole vendite in cantina (fonte italia oggi). ma l’indotto di questa attività, nonché il potenziale che essa può e deve esprimere, è ben più elevato. l’enoturismo rappresenta una di quelle attività che può contribuire a far comprendere la vastità e la diversità-tipicità che caratterizza le produzioni vitivinicole e agroalimentari del nostro paese, che non hanno eguali e che solo attraverso il contatto diretto del visitatore, l’illustrazione del prodotto e della sua storia, la degustazione e la visita dei territori del contesto in cui lo stesso è prodotto, è possibile farne apprezzare pienamente la qualità, quindi il valore. le prospettive per la ripartenza. posto che l’attività enoturistica, per definizione e per le motivazioni sopra descritte, non possa prescindere dalla presenza in loco dei turisti, anche le imprese di questo settore devono comunque, ancor di più, lavorare almeno su due fronti. da un lato si dovranno continuare a sviluppare iniziative che promuovono la conoscenza delle eccellenze enologiche e del territorio attraverso visite guidate, degustazioni e l’organizzazione di eventi a tema, possibilmente in sinergia con quanto di meglio il territorio possa offrire. quindi, anche attraverso iniziative che propongano collaborazioni trasversali tra imprese del territorio e, ove possibile, anche operanti in settori diversi (musei, attività artigianali, parchi, terme, ecc.). occorrerà quindi fare sistema a livello territoriale per proporre non solo un prodotto ma un territorio, una cultura e uno stile di vita. fare sistema significa avere maggiori opportunità e maggiore capacità di proporsi al mercato, specie quello estero. si dovrà inoltre investire ulteriormente sul digitale e sul web, cercando di offrire opportunità, in particolare ai potenziali clienti stranieri, di visitare virtualmente cantine e territori, illustrando le peculiarità dei prodotti locali, generando curiosità ed interesse al fine di stimolare (non appena possibile) la ripresa delle visite in azienda per vedere, toccare con mano, assaporare e respirare ciò che gli è già stato illustrato. ©riproduzione riservata
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