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La vendemmia, se non supportata da tecniche di raccolta automatiche, necessita della presenza di operatori manuali che accrescano, temporaneamente, la forza lavoro presente in azienda.
Per tale ragione gli Ispettorati del Lavoro concentrano i loro controlli durante tali fasi di lavorazione del prodotto, al fine di verificare possibili impieghi irregolari della manodopera.
Recentemente, sempre in coincidenza con il periodo della vendemmia, si sta diffondendo una pratica che intende diffondere e sostenere l’aspetto culturale e sociale legato alla tradizione contadina, che vede come protagonisti i vendemmiatori, figure caratterizzanti il mondo della viticoltura.
Per tale motivo, in diverse aziende agricole, sta prendendo piede il fenomeno della vendemmia turistica didattica che coinvolge, in qualità di vendemmiatori, persone interessate a conoscere l’aspetto culturale ed in parte ludico legato alla raccolta dei grappoli d’uva.
È facile cogliere in tale pratica un aspetto che potrebbe influire sui controlli operati dagli organi ispettivi, i quali hanno ragione nel volere definire in modo assolutamente stringente quali sono i confini che definiscono una raccolta svolta (da privati cittadini) con intento turistico/culturale, da quella legata all’attività propria dell’azienda agricola, svolta dal personale regolarmente impiegato a tal fine.
La Regione Friuli-Venezia Giulia, al fine di dirimere in modo puntuale possibili comportamenti irregolari, ha sottoscritto con l’Ispettorato Interregionale del Lavoro un accordo che definisce in modo incontrovertibile l’evento vendemmia turistica didattica, stabilendo una serie di adempimenti da seguire affinché questa si realizzi regolarmente.
In primo luogo, tale evento darà luogo ad un’attività non lavorativa né retribuita e sarà svolta nell’arco di poche ore giornaliere, durante i mesi che vanno da agosto ad ottobre.
Predominante sarà l’aspetto culturale e ludico che permetterà ai partecipanti di avvicinarsi al mondo agricolo durante tale particolare periodo dell’anno.
Non saranno previsti compensi di alcun genere (sia monetari che in natura) e la durata massima della manifestazione didattica non potrà andare oltre la giornata, dovendosi concludere nell’arco di poche ore.
Non potranno essere impiegate le stesse persone per più eventi e ogni azienda potrà svolgere la vendemmia turistica didattica al massimo due volte la settimana.
L’aspetto della sicurezza sarà garantito dal rispetto delle regole ordinarie previste per la protezione degli operatori (D.Lgs. n. 81/2008) e dalla presenza di un referente (uno per ogni otto cittadini) che avrà il compito di accompagnare, controllare ed istruire i partecipanti nelle operazioni di vendemmia.
Sarà curato anche l’aspetto legato all’abbigliamento da indossare, che dovrà necessariamente risultare consono alle operazioni che si andranno ad effettuare; inoltre, tutte le persone coinvolte saranno informate sulle norme comportamentali da tenere tra i filari durante la raccolta.
Il luogo ove praticare la vendemmia turistica didattica sarà circoscritto da appositi segnali di riconoscimento (nastri bicolore) che permetteranno di distinguerlo dai luoghi in cui verrà praticata la vendemmia professionale per la quale saranno utilizzati operai agricoli regolarmente inquadrati in base alle norme sul lavoro per essi istituite.
Da ultimo ricordiamo che tra gli adempimenti da porre in essere per potere procedere all’organizzazione della vendemmia turistica in commento, vi è la comunicazione che l’azienda agricola dovrà effettuare (attraverso la piattaforma SUAP) al Comune territorialmente competente, nella quale riportare: