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Nuovi tagli alle agevolazioni per il settore agricolo

Mentre la spesa pubblica continua a crescere nella assoluta indifferenza dei nostri politici, su uno dei principali quotidiani economici leggiamo che il governo sta lavorando per tagliare 52 agevolazioni fiscali necessarie per  recuperare 1.54 miliardi di euro.

Anzi, inserendo anche alcuni tagli alle detrazioni per le spese sanitarie e per le badanti, l’incasso potrebbe passare a 1.67 miliardi nel 2016 per poi sfiorare i 2.4 miliardi nel 2017. Le voci, che riguardano agevolazioni, Bonus, aliquote ridotte e sconti fiscali, al vaglio degli esperti del Ministero sono circa 720 e annualmente erodono il gettito fiscale per oltre 253 miliardi di euro. 

Il comparto agricolo sarà quello maggiormente colpito; gli interventi restrittivi al vaglio del governo dovrebbero riguardare: 

per il settore AGRITURISTICO, l'introduzione di una soglia massima pari ad Euro 30.000 entro la quale si potrà usufruire della forfetizzazione ai fini IVA e per le imposte sul reddito;

cancellazione della PPC, quindi niente più sconti per i trasferimenti di terreni agricoli a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali;

revisione dell'accisa per il gasolio agricolo;

Dagli interventi nel settore agricolo lo Stato spera di recuperare 331 milioni nel 2016 e 472 milioni nel 2017.

Subito dopo l’agricoltura un altro dei settori particolarmente interessato è quello delle pompe funebri e delle spese sostenute per i funerali che attualmente sono esentate dall’iva. 

Anche i capisaldi delle detrazioni e deduzioni fiscali e cioè spese sanitarie e contributi previdenziali  saranno oggetto di revisione. In questo caso si pensa di legare la detrazione al reddito in modo che più elevato è il reddito più bassa sarà la detrazione o deduzione. 

Anche per cani e gatti la vita non sarà facile in quanto le spese che andremo a sostenere per la loro salute potranno essere detratte solo da chi avrà un reddito molto basso. 

Ovviamente anche il settore dell’edilizia, già di per sé colpito da una crisi che perdura dal oltre sette anni, non poteva non dare il proprio contributo. La proposta è quella di ridurre il bonus dal 50% al 20% sempre da spendere in 10 anni.

Nonostante le promesse che il Presidente Renzi ha fatto ai mobilieri, anche questo settore dovrà dare il proprio contributo in quanto verrà espressamente sancito l’addio al bonus per i mobili: «Nessuna agevolazione per l’arredo degli immobili ristrutturati». 

Vita breve invece per il Bonus relativo all’acquisto di immobili da concedere in locazione. Questo bonus era stato appena introdotto dal tanto decantato decreto «sblocca Italia» (Dl 133/2014) convertito in legge nel novembre scorso.

Per finire, come non tagliare anche le agevolazioni al settore degli autotrasporti riducendo gli sgravi sul gasolio, così come al settore dell’editoria

Come sempre a pagare saranno i soliti i quali dovranno contribuire a garantire le risorse necessarie a quelli che, come sempre,  dovranno continuare a sperperare.


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