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Approvato il Psr della regione Emilia Romagna

Finalmente la Regione Emilia Romagna ha approvato il nuovo PSR.
Privilegiati giovani, zone montane, formazione informazione e consulenza alle imprese agricole.

La direzione generale Agricoltura dell’Unione Europea ha approvato in via definitiva, il nuovo piano di sviluppo Rurale della Regione Emilia – Romagna, con il quale sono stati messi a disposizione 1 miliardo e 190 milioni di Euro.

Il Piano di sviluppo rurale prevede un premio fino a 50.000 euro ai giovani che aprono un’impresa agricola, stop al consumo di terreno agricolo con 230 mila ettari destinati a biologico e produzione integrata, mezzo miliardo e cinquemila progetti di investimento per sostenere le imprese in agricoltura.
Ora possiamo partire con i primi bandi - ha concluso l’assessore Caselli - entro giugno quelli per le indennità compensative per le aziende agricole che operano in zone svantaggiate e per i giovani che vogliono aprire un’impresa”.

IL PIANO DI SVILUPPO RURALE IN SINTESI

Gli obiettivi su cui si è scelto di puntare sono: competitività, ambiente, giovani e lavoro, banda larga e ultralarga, sviluppo dei territori di montagna e delle zone rurali più fragili.
Il testo del Psr è il frutto di un’ampia consultazione con il mondo agricolo, con incontri che hanno coinvolto oltre mille persone, tra rappresentanti delle associazioni agricole, istituzioni e portatori di interesse. 

Rispetto a quello precedente (PSR 2007-2013) si registra un aumento della spesa pubblica di 131 milioni di euro e, per quanto riguarda il cofinanziamento regionale, di 100 milioni: la Regione raddoppia le risorse dal proprio bilancio per i prossimi sette anni.

Competitività delle imprese e incentivi ai giovani agricoltori

Oltre il 43,4% del totale dei finanziamenti, è destinato a sostenere la competitività, a stabilizzare e aumentare la redditività delle imprese agricole, elemento fondamentale perché un’agricoltura possa definirsi sostenibile.

Le azioni si concentreranno prevalentemente sull’ammodernamento dei processi produttivi, il sostegno alle produzioni di qualità, la diversificazione dell’attività agricola. Una corsia privilegiata sarà destinata alle reti di imprese “dalla terra alla tavola” e alle forme di agricoltura organizzata, per ridurre i costi e fare sistema.

Complessivamente si prevede di finanziare 5 mila progetti di investimento. All’interno di questa dotazione finanziaria, 128 milioni di euro sono destinati ai giovani.

Chi avvierà una nuova impresa agricola potrà contare su un premio di 30 mila euro per il primo insediamento, che saliranno a 50 mila nelle zone con vincoli naturali o di altro tipo. Inoltre gli under 40 avranno una priorità di accesso in tutte le misure del nuovo Psr.

L’ambiente al centro

All’ambiente andranno 509,3 milioni di euro, il 42,8% del totale. Serviranno per ridurre l’impatto delle attività agricole, tutelare gli habitat naturali, la biodiversità, il paesaggio, migliorare la fertilità dei suoli, contrastando l’erosione di terreno agricolo, e prevenire il dissesto idrogeologico.

Su 230 mila ettari verranno realizzate buone pratiche ambientali, rafforzando il biologico e la produzione integrata. Sono anche previsti interventi su oltre 6 mila ettari di superficie forestale.  Verranno finanziati 1.000 progetti di investimento.

Le priorità trasversali

Alcune priorità (montagna, conoscenza e innovazione) sono trasversali alle varie misure, pertanto ad esse sono riservati finanziamenti compresi nelle macro-aree precedenti. In particolare, per contrastare il dissesto idrogeologico e l’abbandono dei campi (nel decennio 2000-2010 la superficie agricola in montagna è diminuita del 21%).

Il Psr mette al centro la montagna, cui si stima andrà il 38% di tutte le risorse, con 16 operazioni dedicate, una priorità trasversale in tutti gli interventi e l’80% delle risorse Leader.

Inoltre, 93 milioni sono destinati ad interventi di formazione e informazione; sostegno ad attività di consulenza alle imprese agricole; messa a punto di innovazioni di processo, di prodotto e organizzative.

Infine 24,8 milioni sono riservati alle attività di supporto per l’attuazione del programma, allo sviluppo di software e ad azioni di monitoraggio e valutazione

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