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Il diniego di rimborso può costare caro all’Agenzia delle Entrate

La CTR di Milano, con la Sentenza n. 2088/2015, ha stabilito che il riconoscimento da parte dell’Agenzia delle Entrate del diritto al rimborso, solo nel corso del giudizio, comporta la condanna della stessa alle spese legali.

Nel caso di specie, una società proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale avverso il diniego di rimborso dell’Agenzia delle Entrate per un credito di Euro 800.000. Il giudice, preso atto che nelle more del giudizio l’Agenzia aveva revocato il diniego riconoscendo, quindi, il credito alla società ricorrente, dichiarava cessata la materia del contendere e compensava le spese tra le parti.

La società, ritenendo illegittima la compensazione delle spese di lite, proponeva appello alla CTR di Milano.

I Giudici, con la Sentenza n. 2088/2015, hanno stabilito che il comportamento tenuto dall’Agenzia costituisce “evidente ragione di responsabilità etiologicamente valutabile ai fini della disciplina delle spese processuali, tenuto conto che la revoca del diniego di rimborso ha determinato un indebito allungamento dei tempi di recupero del credito, di per sé produttivo di danno patrimoniale per un'impresa”.

Alla luce di tali considerazioni, in accoglimento della domanda presentata dalla ricorrente, veniva disposta la condanna dell’Agenzia delle Entrate alla rifusione delle spese processuali sostenute dalla società appellante sia in primo che in secondo grado.

Inoltre, veniva considerata meritevole di accoglimento anche la richiesta di applicazione della condanna aggiuntiva ai sensi dell’art. 96, comma 1 o comma 3 c.p.c., atteso che il diniego di rimborso aveva operato sia come causa efficiente della necessità di instaurazione del processo, alla stregua di una colpa grave, sia come presupposto effettuale ed oggettivo del prodursi di un danno da ritardato rimborso.

 

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