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Regime speciale IVA, un valido contributo per l’agricoltura

Il regime speciale IVA può essere un valido strumento di aiuto per l’agricoltura, oppure per il sistema economico Italiano.

Questi concetti sono essenziali al fine di comprendere la portata di quanto dichiarato dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina che ha annunciato il possibile aumento, dal 2016, della percentuale di compensazione IVA sul latte che consentirà ai produttori di non versare più l’1,2% di imposta dovuta sulla cessione del latte fresco.

Il regime speciale IVA, previsto dall’art. 34 DPR 633/1972, incide soltanto sulla detrazione del tributo, mentre l’imposta viene applicata mediante le aliquote ordinarie.

La detrazione è stabilita in misura pari alle percentuali di compensazione che sono fissate con apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (quelle attualmente vigenti sono previste nel D.M. 23 dicembre 2005).

Il regime speciale prevede, in sostanza, una finzione giuridica, in base alla quale la detrazione dell’IVA è pari al valore corrispondente all’applicazione, all’ammontare imponibile delle cessioni di beni, delle percentuali di compensazione stabilite per gruppi di prodotti con il citato decreto interministeriale.

Tale regime consente, anche se in misura meno rilevante che in passato, una rendita fiscale; infatti, se l’IVA effettivamente assolta sugli acquisti risulta inferiore a quella corrispondente alle percentuali di compensazione, la differenza viene trattenuta dal produttore agricolo e si traduce in un ulteriore incasso, oltre il prezzo di vendita.

Nel caso di specie, il produttore di latte versa la differenza tra il 10% (aliquota ordinaria del latte) e l’8,8% (attuale percentuale di compensazione per lo stesso prodotto) e cioè l’1,2%; se la proposta del Ministro troverà spazio nella Legge di Stabilità 2016, dal prossimo anno, i produttori di latte non verseranno nulla a titolo di IVA trattenendo interamente l’imposta del 10% addebitata ai clienti.

Tuttavia, i produttori che hanno optato per il regime normale IVA in base all’art. 34, comma 11 del DPR 633/1972 non potranno beneficiare dell’aumento della percentuale di compensazione.

La proposta del Ministro Martina sarà esaminata dal Consiglio straordinario dell’UE del 7 settembre 2015.

 

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