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I chiarimenti dell’Agenzia in merito all’aliquota IVA applicabile alla cessione della carne di quaglia surgelata

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 76/E del 28 agosto 2015, ha chiarito che la cessione di carne di quaglia surgelata rientra tra le operazioni cui si applica l’aliquota IVA nella misura del 10%.

La decisione è arrivata a seguito della richiesta di chiarimenti pervenuta da una ditta che svolge attività di trasformazione e commercializzazione di carne di quaglia (anche surgelata).

Le Entrate hanno verificato la possibilità di inserire tale produzione nell’ambito delle categorie doganali ammesse alla fruizione dell’aliquota ridotta.

In proposito, il numero 7 della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972, assoggetta ad aliquota IVA del 10% la cessione di “conigli domestici, piccioni, lepri, pernici, fagiani, rane ed altri animali vivi destinati all'alimentazione umana; loro carni, parti e frattaglie, fresche, refrigerate, salate o in salamoia, secche o affumicate; api e bachi da seta; pesci freschi (vivi o morti), refrigerati, congelati o surgelati, destinati all’alimentazione (ex 01.06 – ex 02.04 – ex 02.06 – ex 03.01)”.

Si fa presente che la voce doganale n. 02.04 corrisponde alla voce n. 0208 del Regolamento CEE 2658/87 che include, fra l’altro, la sottovoce “selvaggina diversa dai conigli e dalle lepri”, nell’ambito della quale – a seguito di accertamento tecnico – l’Agenzia delle Dogane ha classificato la carne di quaglia surgelata, commercializzata dalla società istante.

Pertanto, alla luce delle considerazioni sopra svolte, le Entrate ritengono che la cessione di carne di quaglia surgelata sia compresa tra le operazioni che, in base al numero 7 della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972, scontano l’IVA con applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento.

 

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