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Cessione dell’azienda familiare, plusvalenza a carico del titolare

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 78/E del 31 agosto 2015, ha chiarito che nella cessione di azienda familiare la plusvalenza va tassata interamente sul titolare dell’impresa.

La predetta Risoluzione risponde ad un interpello prodotto da una persona fisica titolare di un’impresa familiare costituita con i propri figli a norma dell’art. 5, comma 4 del TUIR. L’istante precisa di aver ricevuto in donazione l’azienda dal coniuge.

In particolare, l’imprenditore, che ha in corso la cessione dell’azienda a terzi, sottopone alle Entrate un quesito riguardante la corretta imputazione soggettiva della plusvalenza, nonché la modalità di tassazione (ordinaria o separata) del reddito conseguito.

L’Agenzia evidenzia in primo luogo che l’impresa familiare, in sede sia civilistica sia fiscale (articolo 230-bis del Codice civile e articolo 5 del TUIR) è di tipo individuale e non collettivo (società); unico imprenditore è il titolare dell’impresa il quale calcola e dichiara interamente il reddito di impresa per poi attribuirne una quota ai partecipanti ai fini del calcolo delle imposte.

Conseguentemente, prosegue la Risoluzione, la plusvalenza derivante dalla cessione dell’azienda gestita in forma di impresa familiare deve essere imputata fiscalmente al solo titolare della stessa, mentre l’operazione risulta del tutto irrilevante per i collaboratori, i quali non dovranno far concorrere al reddito le somme introitate. 

L’Agenzia sottolinea, inoltre, che il provento derivante dalla cessione si qualifica come reddito di impresa anche se l’azienda era pervenuta al cedente per donazione, in quanto l’articolo 67, lettera h-bis) del TUIR inquadra nei “redditi diversi” solo le aziende donate (o ereditate) che vengono cedute senza essere gestite dagli aventi causa.

Infine, la Risoluzione 78/E precisa che, in presenza di aziende ricevute in donazione in continuità fiscale (articolo 58 del TUIR), per calcolare il quinquennio che dà diritto alla tassazione separata si computa anche il periodo di esercizio in capo al donante.

L’istituto della cessione d’azienda non è particolarmente utilizzato nel settore agricolo, ma i chiarimenti dell’Agenzia sono in ogni caso interessanti al fine di chiarire il trattamento fiscale di un’operazione che ha sempre destato dubbi interpretativi.

 

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