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Forse abbiamo scoperto dove il governo prenderà i soldi per eliminare IMU e Irap

Il 17 settembre u.s. abbiamo pubblicato la circolare n. 267 che al suo ultimo capoverso così recitava: "Accogliamo con soddisfazione le affermazioni del Presidente del Consiglio, ma chiediamo anche che venga immediatamente specificato da dove arriveranno le coperture per un siffatto intervento."

Dalle ultime informazioni raccolte forse abbiamo intuito da dove arriveranno i finanziamenti per garantire le coperture necessarie.

Se così fosse si tratterebbe di una “clamorosa fregatura”.

Ma vediamo alcuni numeri:

Il beneficio platealmente annunciato da Renzi a Milano, relativo al risparmio dell’IMU e dell’IRAP ammonta a circa 460milioni di Euro. Non è comunque ancora chiaro se l’IRAP sia completamente abolita oppure semplicemente detassata dell’importo della manodopera. Se l’agevolazione fosse limitata alla sola detassazione della manodopera, il beneficio si ridurrebbe a nulla,  in quanto per manodopera detassabile si intende solo quella assunta a tempo indeterminato e tutti sappiamo bene che in agricoltura i dipendenti sono assunti principalmente a tempo determinato.

Ma torniamo ai numeri.

A fronte di un ipotetico sconto di 460milioni di Euro, di cui 200 milioni di IRAP e 260milioni di IMU, la penalizzazione ammonterebbe a oltre un miliardo di euro.

Vediamo come, sulla base delle voci che circolano.

  • Azzeramento delle agevolazioni sul gasolio agricolo valore circa 700milioni di Euro;
  • Abolizione delle agevolazioni previste dalla PPC valore circa 100milioni di Euro;
  • Eliminazione del regime speciale iva per le aziende con un volume di affari superiore a 2milioni di Euro valore circa 220milioni di Euro

Totale 1 miliardo e 20milioni di maggiori imposte per avere una agevolazione di 460 milioni di Euro.

Chi ha applaudito a questa entusiasmante offerta del Governo, forse non ha capito bene come funziona il meccanismo anche perché il taglio delle agevolazioni al gasolio agricolo colpirà principalmente i produttori che si avvalgono di terzisti per i loro lavori, i quali si vedranno aumentate le tariffe in modo smisurato.

Inoltre, se a questa funambolesca agevolazione sommiamo la persistente crisi di alcune settori della nostra agricoltura, i nostri governanti condanneranno definitivamente a morte certa attività come la produzione del latte, quella suinicola e quella sementiera.

Sinceramente noi ci auguriamo di aver sbagliato le nostre previsioni perché se l’eliminazione dell’IMU e dell’IRAP portasse effettivamente a questi risultati sarà inevitabile la chiusura o l’abbandono di tante attività che ancora portano sostegno al sistema agricolo Nazionale.

Ribadiamo pertanto, prima di sbilanciarsi in giudizi affrettati che creano solo allarmismo, sarebbe opportuno che il governo in modo chiaro e trasparente definisse questa situazione e nel frattempo il mondo agricolo si compattasse nell’interesse dell’agricoltura Italiana.

 

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