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Ecco tutte le principali novità contenute nei decreti attuativi della delega fiscale

Nella giornata di ieri il Governo ha dato piena attuazione alla Delega fiscale (Legge 11 marzo 2014, n. 23) attraverso l’approvazione di tutti e cinque i decreti attuativi.

Vediamo le principali novità introdotte dai decreti in esame:

1. Sanzioni

Viene prevista la riduzione delle sanzioni sulle violazioni meno gravi e una stretta sulle frodi. Mentre sul fronte amministrativo viene rafforzato il principio della proporzionalità della penalità rispetto alla violazione. Sono le due direttrici principali su cui si è mossa l’attuazione della delega; sul fronte penale sono state riviste le soglie di punibilità per gli omessi versamenti IVA e ritenute e per la dichiarazione infedele.

Sul primo fronte non sarà più reato il mancato “pagamento” dell’IVA fino a 250.000 Euro (la soglia attuale è 50.000) e delle ritenute fino a 150.000 Euro (l’attuale soglia è sempre 50mila). Sul secondo versante, la soglia di punibilità sale da 50.000 Euro a 150.000 Euro di imposta evasa e il reato scatta anche quando l’imponibile evaso supera i 3 milioni di Euro (prima il limite era di 2 milioni) o comunque il 10% del totale dei ricavi. Il reato sarà punito con il carcere fino a 3 anni. Le nuove misure penali entreranno in vigore da subito, ossia dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre le sanzioni amministrative riviste e corrette saranno operative solo dal 2017. Nel complesso viene concessa al contribuente la chance di pagare di meno se correggerà errori o rimedierà a omissioni nel più breve tempo possibile. 

2. Interpelli

La revisione generale degli interpelli mira, in particolar modo, ad assicurare una maggiore tempestività nella redazione dei pareri e a procedere all’eliminazione delle forme di interpello obbligatorio nei casi in cui non producano benefici ma solo aggravi e adempimenti inutili per i contribuenti e per l’Amministrazione. Il decreto prevede quindi quattro tipologie di interpello: ordinario, probatorio, antiabuso e disapplicativo. 

3. Contenzioso

Tra le novità principali dei decreti attuativi è presente l’estensione della mediazione a tutti gli enti impositori (Comuni inclusi) per le liti fino a 20.000 Euro di valore. Inoltre, le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili, ad eccezione di alcune controversie in materia catastale. Viene rilanciata anche la conciliazione giudiziale, che diventa a due vie (fuori e all’interno dell’udienza) e sarà possibile anche in secondo grado. A partire da giugno 2016, inoltre, le sentenze di condanna del contribuente saranno immediatamente esecutive e il pagamento potrà essere subordinato dal giudice alla prestazione di garanzia oltre i 10.000 Euro.

4. Riscossione

È stata introdotta la possibilità di accedere ad un’ulteriore rateizzazione con Equitalia in favore di quei soggetti che non sono stati in grado di completare il pagamento di precedenti piani di dilazione. Le somme non ancora versate, oggetto di piani da cui i contribuenti siano decaduti nei 24 mesi prima dell’entrata in vigore del decreto, possono essere oggetto di un nuovo piano fino a un massimo di 72 rate mensili. La richiesta dovrà essere presentata entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto delegato. Dal piano di rateazione si decade saltando due rate.

Il decreto riscrive le regole sull’aggio, ossia sul compenso che Equitalia e gli altri concessionari della riscossione incassano per l’attività di recupero crediti. Con l’ultimo passaggio in Parlamento viene rimodulata la riduzione dell’aggio prevedendo che se il debitore riceve la cartella di pagamento e paga le somme iscritte a ruolo entro 60 giorni dalla data di ricezione, paga l’1% in caso di riscossione spontanea (contributi di iscrizione agli ordini eccetera). Che diventa il 3% in tutti gli altri casi di riscossione, oltre alle spese di notifica della cartella. Oltre i sessanta giorni dalla notifica della cartella, l’onere a suo carico cresce al 6% (fino al 31 dicembre prossimo resterà l’attuale 8%) delle somme iscritte a ruolo e degli interessi di mora (maturati in favore dell’ente creditore) riscossi. 

5. Agenzie Fiscali

Il decreto prevede il riordino della struttura della Agenzie Fiscali in funzione del contenimento delle spese di funzionamento e del conseguente riassetto dei servizi di assistenza, consulenza e controllo. 

Non è stata introdotta, tuttavia, la norma per la creazione dei “semi-dirigenti”, ossia le posizioni organizzative speciali (Pos) come richiesto dalle Commissioni di Camera e Senato.

6. Evasione e bonus

Il Governo dovrà predisporre un programma annuale di riordino delle spese fiscali da attuare con la manovra di finanza pubblica. In particolare, l’Esecutivo dovrà verificare le agevolazioni fiscali ogni cinque anni dalla loro introduzione prevedendone la cancellazione, la possibile modifica o la conferma. Anche sull’evasione bisognerà presentare con i documenti di finanza pubblica un monitoraggio annuale per quantificare i recuperi da destinare al fondo “taglia-tasse”.

Queste sono le principali novità approvate dall’Esecutivo; la riforma del catasto e quella dei giochi rimangono i c.d. “grandi assenti” della delega fiscale. Inoltre, mancano anche all’appello la tassazione del reddito dell’imprenditore (Iri) e la riscrittura dei regimi fiscali semplificati.

 

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