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Liberalizzato l'uso delle chiusure per i vini a DOCG

Con decreto del 16 settembre scorso, pubblicato sulla Gu 224 del 24 settembre, il Mipaaf ha modificato gli articoli 4, paragrafo 4, e 15, paragrafo 4 del Dm 13 agosto 2012 relativo alle disposizioni nazionali applicative sull’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti del settore vitivinicolo e per quanto concerne le Dop, le Igp e le menzioni tradizionali.

All’articolo 4, dopo il comma 4, è stato inserito un nuovo comma relativo alla possibilità di usare i termini “elaboratore” o “elaborato da” oppure “spumantizzatore” o “spumantizzato da” in luogo di “produttore” o “prodotto da” per designare i vini spumanti in genere. Questa possibilità è espressamente prevista dal reg. 607/09 all’articolo 56, paragrafo 3, che dispone che ciascun Stato membro possa decidere di consentire o meno questo utilizzo.

Il Mipaaf ha, poi, accolto le esigenze manifestate dagli operatori del settore vitivinicolo di modificare le disposizioni relative alle chiusure dei recipienti in cui sono confezionati i vini Docg per poter soddisfare le richieste dei mercati, soprattutto esteri. Fatte salve le tipologie spumanti che hanno specifiche prescrizioni in merito alle chiusure (che rimangono immutate), è liberalizzato l’uso delle chiusure per i prodotti Docg con la possibilità di utilizzo dei vari dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente normativa in materia, salvo per le Docg in cui esistono già limitazioni nell’uso. L’applicazione decorre dal 25 settembre 2013, ma per i disciplinari delle Docg che non prevedevano specifiche restrizioni nell’utilizzo delle chiusure, e che quindi da tale data potrebbero essere oggetto di uso indiscriminato di qualsiasi chiusura, l’entrata in applicazione è prorogata di 6 mesi per consentire un’eventuale modifica in senso restrittivo dei disciplinari i cui produttori desiderassero introdurre misure limitative.
Fonte: Mipaaf

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