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L'agricoltura sta vivendo un momento di trasformazione significativo grazie al progresso digitale. Dopo le precedenti fasi di sviluppo, incentrate su meccanizzazione, biotecnologie e automazione, oggi il settore primario evolve attraverso l'integrazione di strumenti avanzati, dando vita a quella che viene definita Agricoltura 4.0. Questo nuovo approccio, noto anche come smart farming, applica tecnologie digitali innovative per ottimizzare i processi agricoli, migliorando l’efficienza e la sostenibilità del comparto. Sensori, intelligenza artificiale, cloud, big data e blockchain vengono combinati per rendere le attività produttive più precise e performanti.
Queste tecnologie offrono nuove opportunità per ottimizzare le pratiche agricole, dalla gestione delle risorse idriche al monitoraggio delle colture, consentendo agli agricoltori di prendere decisioni più informate e migliorare la resa dei terreni. Tuttavia, la digitalizzazione comporta anche diverse criticità, prima fra tutte il rischio di attacchi o incidenti informatici, rendendo essenziale la sicurezza IT per proteggere infrastrutture, dati e la continuità della produzione. Data la sua rilevanza, l’Unione Europea ha affrontato il tema con la direttiva NIS 2, che ha incluso le imprese del settore alimentare tra quelle considerate critiche, qualora superino determinate soglie, come il numero di dipendenti (più di 49) o il fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro.