Articoli
Tutti gli aggiornamenti, gli approfondimenti e i casi pratici analizzati e realizzati dai nostri esperti in materia agricola, fiscale, economica e del lavoro.
Negli ultimi anni, l’uso combinato di strumenti giuridici come le società semplici e i trust sta emergendo come una strategia sempre più diffusa nella pianificazione patrimoniale e nella gestione del passaggio generazionale.
La recente pronuncia del Tribunale di Torino (Decreto n. 6231/2025) ha chiarito alcuni aspetti fondamentali riguardo alla registrazione dei trustee e dei beneficiari, confermando la crescente rilevanza di questa combinazione nel panorama legale e fiscale italiano. Analizzare come società semplici e trust possano integrarsi consente di comprendere meglio i vantaggi concreti per la protezione del patrimonio familiare e la gestione flessibile delle risorse.
Con il Decreto n. 6231/2025, il Tribunale ordinario di Torino ha confermato che, ai fini del Registro delle Imprese, è corretto indicare il trustee come socio di una società semplice quando la quota di partecipazione è stata trasferita a un trust. Al contrario, non è appropriato indicare direttamente i beneficiari del trust come soci.
Questo principio riflette la natura giuridica del trust, in cui il trustee detiene e gestisce le partecipazioni per conto dei beneficiari, garantendo al contempo la corretta registrazione e trasparenza nel contesto societario. La sentenza segna quindi un importante riferimento per chi intende combinare l’uso delle società semplici con i trust, rafforzando la legittimità di questa strategia di gestione patrimoniale.
La crescente popolarità di questa combinazione deriva da molteplici fattori. Le società semplici offrono costi di gestione contenuti, un regime fiscale favorevole e una contabilità semplificata, rendendole strumenti ideali per mantenere unitario il patrimonio familiare senza frazionarlo direttamente. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo della società presenta dei limiti: gli amministratori devono gestire il patrimonio sociale in funzione dell’oggetto sociale e non per soddisfare esigenze individuali dei soci; inoltre, eventuali distribuzioni avvengono pro quota, senza considerare le necessità specifiche di ciascun socio.
Il trust, al contrario, permette al trustee di gestire le risorse in maniera più mirata, soddisfacendo le esigenze di singoli beneficiari senza obbligo di distribuire tutto il patrimonio in modo uniforme. Questo rende la combinazione dei due strumenti particolarmente efficace nel garantire flessibilità e tutela dei membri della famiglia.
Immaginiamo una famiglia che possiede una società agricola organizzata come società semplice. Il patriarca decide di trasferire le quote societarie a un trust, nominando come trustee un professionista di fiducia. Uno dei figli, Tizio, si trova in un periodo di difficoltà finanziaria a causa di una grave malattia.
Grazie al trust, il trustee può destinare a Tizio una parte dei flussi finanziari derivanti dalla società, senza dover distribuire pro quota a tutti i soci. Gli altri membri della famiglia, pur beneficiando indirettamente della protezione del patrimonio, non vedono intaccate le loro quote se non necessario. In questo modo, la famiglia mantiene l’unitarietà del patrimonio e garantisce al contempo un sostegno mirato ai membri in difficoltà.
Affidare le partecipazioni sociali al trustee non significa perdere il controllo gestionale: mediante regole di governance ben strutturate, il disponente può continuare a dirigere l’attività della società, mentre il trustee detiene la quota di capitale, i diritti di voto e la gestione dei flussi finanziari derivanti dai dividendi.
Nel caso delle società semplici, la combinazione con il trust consente, inoltre, di mantenere il regime di trasparenza fiscale tipico delle società di persone, con l’assegnazione pro quota degli utili maturati nell’esercizio anche al trustee.
Questa integrazione crea una struttura patrimoniale equilibrata ed efficiente, che valorizza sia la protezione e la flessibilità offerte dal trust, sia la semplicità e i benefici fiscali della società semplice, risultando una soluzione ottimale per la gestione del patrimonio familiare e il passaggio generazionale.