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Il Parlamento europeo ha approvato un pacchetto di misure straordinarie finalizzate a sostenere le imprese agricole dell’Unione europea colpite dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il provvedimento, adottato il 7 luglio 2026 con 576 voti favorevoli, 62 contrari e 15 astensioni, interviene sulla Politica agricola comune con l’obiettivo di garantire liquidità alle aziende in tempi utili per l’acquisto dei mezzi tecnici necessari alla prossima campagna agraria.
Il Parlamento europeo ha approvato misure straordinarie per sostenere gli agricoltori UE colpiti dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il testo prevede aiuti fino all’80% dei maggiori costi sostenuti e maggiore flessibilità sugli anticipi PAC, che potranno salire dal 70% al 75% ed essere erogati più rapidamente. La misura punta a garantire liquidità alle imprese agricole, tutelando produzione, qualità alimentare e prezzi al consumo. Il provvedimento attende ora l’adozione formale del Consiglio UE.
La decisione dell’Eurocamera si inserisce in un contesto di forte pressione sui costi di produzione agricola. I fertilizzanti rappresentano infatti una voce rilevante nei bilanci aziendali e, secondo quanto evidenziato dal Parlamento europeo, possono incidere fino al 16% sui costi produttivi degli agricoltori. La criticità è aggravata dalla dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni: circa il 30% dei fertilizzanti azotati e il 70% dei fertilizzanti fosfatici utilizzati in agricoltura provengono dall’estero. A ciò si aggiunge il peso del gas naturale, materia prima centrale nella produzione europea di fertilizzanti.
Il cuore dell’intervento riguarda la possibilità di riconoscere agli agricoltori un sostegno di liquidità fino all’80% dei costi aggiuntivi sostenuti per l’acquisto di fertilizzanti. La finalità dichiarata è duplice:
La misura va quindi letta non solo come un intervento di sostegno al reddito agricolo, ma anche come uno strumento di presidio della sicurezza alimentare europea. In un settore caratterizzato da margini spesso compressi e da forte esposizione alla volatilità dei mercati internazionali, la tempestività nell’erogazione delle risorse diventa un elemento essenziale.
Accanto al sostegno specifico sui fertilizzanti, il testo approvato prevede anche una maggiore flessibilità nell’erogazione degli anticipi PAC. Gli Stati membri potranno aumentare gli anticipi sui pagamenti diretti dal 70% al 75% e procedere all’erogazione direttamente dopo la presentazione della domanda da parte degli agricoltori interessati, senza attendere necessariamente il termine del 16 ottobre previsto dalla disciplina ordinaria.
Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante sotto il profilo finanziario. Per molte imprese agricole, infatti, il problema non è soltanto l’aumento del costo del fertilizzante, ma la disponibilità immediata di liquidità in una fase dell’anno in cui devono essere programmati acquisti, semine, concimazioni e altre operazioni colturali. Anticipare una quota maggiore dei pagamenti diretti può contribuire a ridurre il ricorso al credito di breve periodo e a contenere tensioni di cassa.
Nei giorni scorsi è stata prospettata la possibilità che AGEA e gli Organismi pagatori regionali possano organizzarsi per anticipare l’erogazione degli acconti sui pagamenti diretti PAC. Sulla base del testo approvato dal Parlamento europeo, potrebbe infatti essere anticipato l’avvio dei pagamenti relativi alla campagna PAC 2026, con un’immissione di liquidità stimata in circa 1,4 miliardi di euro a favore delle imprese agricole. Gli anticipi riguarderebbero, in particolare, il sostegno di base al reddito per la sostenibilità e il sostegno ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità. Resta tuttavia necessario che il Consiglio adotti formalmente il testo approvato dal Parlamento europeo il 7 luglio 2026.
Il pacchetto riconosce inoltre agli Stati membri margini più ampi per adeguare i rispettivi bilanci relativi ai pagamenti diretti per l’anno successivo. Il Consiglio dell’Unione europea, già il 17 giugno 2026, aveva espresso la propria posizione favorevole sulla proposta della Commissione, sottolineando la necessità di strumenti temporanei e mirati per sostenere gli agricoltori maggiormente colpiti dall’aumento dei costi produttivi.
Sotto il profilo operativo, questa flessibilità dovrà essere attentamente tradotta a livello nazionale. Sarà infatti determinante comprendere quali criteri verranno adottati per individuare gli agricoltori beneficiari, come saranno calcolati i maggiori costi ammissibili e quali documenti dovranno essere conservati per dimostrare l’effettivo incremento della spesa sostenuta.
Il provvedimento rappresenta una risposta condivisibile nell’immediato, soprattutto perché interviene su un fattore produttivo essenziale e difficilmente comprimibile senza incidere sulla capacità produttiva delle aziende. Tuttavia, resta una misura emergenziale. Il problema strutturale rimane la forte esposizione dell’agricoltura europea alla volatilità dei mercati energetici e alla dipendenza da forniture esterne di fertilizzanti e materie prime.
Per questo motivo, accanto agli aiuti di liquidità, sarà necessario rafforzare strategie di medio-lungo periodo: maggiore efficienza nell’uso dei nutrienti, ricorso a tecniche di agricoltura di precisione, valorizzazione dei fertilizzanti organici, sviluppo di filiere europee più resilienti e riduzione della dipendenza energetica nella produzione dei mezzi tecnici.
Il testo approvato dal Parlamento europeo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio (probabilmente nella seduta del 13 luglio 2026). Solo successivamente potrà essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrare in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.