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Il decreto Energia in fase di approvazione introduce riforme strutturali nel mercato elettrico italiano, mirando a ridurre i costi in bolletta e ad abbattere il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso. Tra le principali novità, l’abbattimento degli incentivi per gli impianti rinnovabili con i conti energia (da I a IV), interessando 54.419 impianti per 13,3 gigawatt, e il trasferimento dei costi di trasporto del gas sulle bollette elettriche, con un risparmio previsto di 900 milioni per gli utenti finali. Inoltre, il decreto introduce un meccanismo "spalma incentivi", che permette un taglio della tariffa per chi accetta di prolungare gli incentivi fino al 2029, ma con la restituzione a rate a partire dal 2028. Tra le misure più controverse, la sospensione dell'acquisto di certificati ETS per le emissioni di CO2, che potrebbe ridurre i costi per la generazione termoelettrica, ma con implicazioni negative per il settore delle rinnovabili. A queste si aggiunge un incremento dell'Irap del 2% per le imprese non energivore.