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I dazi imposti dagli Stati Uniti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), dichiarati illegittimi dalla giurisprudenza federale aprono la strada alle richieste di rimborso. Secondo le indicazioni emerse nei procedimenti davanti alla Court of International Trade (CIT), gli importi da restituire agli operatori economici ammontano a circa 165 miliardi di dollari, a cui si aggiungono interessi stimati in circa 650 milioni al mese.
La gestione dei rimborsi presenta tuttavia rilevanti incertezze. La Corte ha stabilito che le dichiarazioni doganali non ancora definitive dovranno essere riliquidate senza applicazione dei dazi, mentre per quelle già chiuse sarà spesso necessario ricorrere al contenzioso per ottenere la restituzione. Un aspetto che potrebbe coinvolgere milioni di operazioni già definite.
Sul piano tecnico, la U.S. Customs and Border Protection sta sviluppando una piattaforma dedicata (CAPE) per gestire oltre 53 milioni di dichiarazioni, ma il sistema non è ancora pienamente operativo e presenta criticità legate a risorse e capacità di elaborazione. Se i rimborsi non saranno completati entro il 2026, il costo complessivo degli interessi potrebbe superare i 10 miliardi di dollari, aumentando ulteriormente la pressione sul sistema.