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Come noto, una tra le più importanti agevolazioni nel mondo dell’agricoltura è quella prevista per l’accorpamento della piccola proprietà contadina, agevolazione in forza del quale è possibile acquistare fondi rustici approfittando di una tassazione agevolata ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale.
Per non perdere i benefici, è necessario poi che l’acquirente conduca direttamente i fondi acquisiti per cinque anni. Ma se l’esercizio del diritto di riscatto da parte un coltivatore diretto confinante interrompe il periodo vincolativo quinquennale, qual è il destino per i benefici fiscali goduti?
Sul punto si è recentemente pronunciata la Corte di Cassazione: ecco spiegato l’orientamento degli Ermellini nel videoapprofondimento realizzato da Stefano Neri, collaboratore del Centro Studi di Consulenzaagricola.it.