Le cooperative agricole tra disciplina civilistica e regolamentazione europea: una prospettiva di sviluppo

di Francesco Tedioli, avvocato

Introduzione

Le cooperative agricole costituiscono un pilastro fondamentale del sistema economico e giuridico italiano, rivestendo un ruolo strategico nella promozione della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo economico nel settore primario[1]. A differenza di altre forme societarie, le cooperative agricole si contraddistinguono per la loro natura mutualistica, volta a soddisfare i bisogni economici e sociali dei soci attraverso una gestione collettiva delle risorse e delle attività agricole. Questo modello di impresa[2], disciplinato dagli articoli 2511-2548 del Codice civile, integra finalità economiche e sociali, garantendo un equilibrio tra la valorizzazione delle produzioni locali e la promozione del benessere delle comunità rurali[3].

Negli ultimi decenni, le cooperative agricole hanno affrontato un contesto in continua evoluzione, caratterizzato da sfide globali, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione e la competizione internazionale[4]. Sebbene profondamente radicate in una tradizione storica di mutualità e solidarietà, esse devono, oggi, confrontarsi con esigenze d’innovazione e di adattamento alle nuove dinamiche del mercato agroalimentare. La capacità di rispondere a tali sfide richiede, non solo un rafforzamento delle competenze organizzative e gestionali, ma anche un'integrazione efficace con le politiche europee e nazionali, che incentivano modelli di sviluppo sostenibile.

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