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Per la prossima vendemmia sono tanti i timori e le incertezze: modifiche e cali dei consumi, introduzioni di dazi e giacenze elevate

di Giordano Zinzani, enologo, esperto di legislazione vitivinicola

A pochi mesi dall’inizio della vendemmia 2025, in diversi territori – non solo italiani – permane un clima di forte incertezza, in particolare per quanto riguarda la redditività del settore.

Sebbene le previsioni annuncino una vendemmia complessivamente regolare a livello europeo, il comparto vitivinicolo si trova ad affrontare profonde trasformazioni. I consumatori stanno modificando significativamente le proprie abitudini, sia in termini di quantità che di tipologie di vino consumate. Tuttavia, il settore non sempre riesce ad adattarsi con sufficiente rapidità a tali cambiamenti, soprattutto in un contesto reso più complesso dagli effetti del cambiamento climatico e dalle attuali dinamiche geopolitiche. Un ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dalle giacenze ancora elevate presenti in molte cantine.

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