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Emanate le disposizioni fiscali per la produzione anche in Italia del vino dealcolato

Giordano Zinzani
di Giordano Zinzani, enologo, esperto di legislazione vitivinicola

Con la firma del decreto Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Masaf del 29 dicembre 2025 "Disciplina in materia di accisa per i processi di dealcolazione del vino", si completa finalmente anche per l'Italia l'iter normativo per la produzione dei vini dealcolati o parzialmente dealcolati. Le disposizioni del nuovo decreto riguardano le condizioni per l'autorizzazione alla produzione di alcole e inerenti all'assetto dei depositi fiscali, nonché ai relativi adempimenti amministrativi e alle semplificazioni in materia di accisa. Il decreto consente ai soggetti esercenti depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e di vino di effettuare i processi di dealcolazione, nel rispetto di specifiche condizioni e limiti quantitativi, introducendo definizioni distinte per gli operatori in base ai volumi annui prodotti, sopra o sotto la soglia dei 1.000 ettolitri.


Il 2026 si apre con la possibilità di produrre anche in Italia “vino dealcolato”.

Il Ministro dell’economia e delle finanze, il 29 dicembre 2025 ha emanato, di concerto con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il decreto recante disposizioni attuative in materia di produzione di alcole etilico da processi di dealcolazione, di cui all’art. 33-ter, comma 2, del D.Lgs. n. 26 ottobre 1995, n. 504 - Testo Unico delle Accise (TUA). Il Decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 05-01-2026, con il titolo: “Disciplina in materia di accisa per i processi di dealcolazione del vino”.

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