tr?id=945082922274138&ev=PageView&noscript=1 Il consignment stock nelle filiere agricole

Il consignment stock nelle filiere agricole

Mattia Carbognani
di Mattia Carbognani, Doganalista e consulente in materia fiscale internazionale (*)

Il consignment stock rappresenta uno strumento contrattuale e operativo di particolare rilievo nelle filiere agricole e agro-alimentari, in quanto consente di coniugare esigenze logistiche, flessibilità commerciale e semplificazioni IVA nelle operazioni intracomunitarie. Attraverso questo meccanismo, il fornitore invia i beni presso un deposito del cliente estero mantenendone la proprietà fino al momento del prelievo, quando si perfeziona la cessione e sorgono gli obblighi fiscali. L’articolo analizza la natura giuridica del consignment stock, le differenze rispetto al deposito puro e i principali vantaggi economici e operativi per le imprese agricole. Particolare attenzione è dedicata al quadro normativo introdotto dalle “quick fixes” IVA e dalla Direttiva UE 2018/1910, che disciplinano il regime del call-off stock e consentono, al ricorrere di specifiche condizioni, di evitare l’apertura di una posizione IVA nello Stato membro di destinazione. Vengono infine esaminati gli adempimenti formali, le fasi operative e le criticità temporali, evidenziando come una corretta gestione del consignment stock possa trasformarsi in una leva competitiva per produttori, cooperative e operatori della trasformazione agricola.


Il consignment stock è un accordo in cui un’impresa invia i propri beni – sementi, fertilizzanti, mangimi, prodotti fitosanitari o trasformati – in un deposito presso il cliente estero, mantenendone la proprietà fino al momento del prelievo.

Solo quando il cessionario preleva la merce dal deposito si realizza il passaggio di proprietà e nasce l’obbligo di fatturazione e di applicazione dell’IVA. Non è quindi un semplice deposito, ma una vendita con effetti reali differiti, usata nei rapporti continuativi tra fornitori agricoli italiani e clienti UE.

Il consignment stock è un contratto atipico, vicino al contratto estimatorio, perché collega il trasferimento di proprietà a un evento successivo alla spedizione. Rispetto al deposito “puro” la differenza è netta: nel deposito i beni vengono custoditi senza impegno di acquisto, nel consignment stock, invece, l’acquirente è individuato fin dall’inizio e la vendita è già programmata, con rinvio del momento in cui si perfeziona. Nelle filiere agricole questo consente, ad esempio, a un produttore di mezzi tecnici di rifornire il magazzino di una cooperativa o di un rivenditore estero dedicando uno stock esclusivo a quella clientela.

Per visionare il contenuto devi avere un abbonamento attivo


Sei già abbonato?






SCOPRI TUTTI GLI ARTICOLI DELLA RIVISTA

Please publish modules in offcanvas position.