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L’inizio del 2026 porta diverse novità anche per il settore vitivinicolo

Giordano Zinzani
di Giordano Zinzani, enologo, esperto di legislazione vitivinicola

In un periodo in cui il comparto vitivinicolo è attraversato da incertezze legate alla contrazione dei consumi, emergono al contempo elementi di discontinuità: da un lato si prospettano nuove opportunità di apertura verso mercati esteri, dall’altro la Commissione europea ha formulato valutazioni puntuali ma non favorevoli sull’evoluzione del settore nel prossimo decennio, mentre nel Regno Unito prosegue il progressivo incremento delle accise.

Sul piano normativo nazionale, l’inizio dell’anno è segnato dalla pubblicazione di numerosi provvedimenti che interessano diversi ambiti operativi: dalla ripartizione della dotazione finanziaria per la prossima campagna vitivinicola alla deroga relativa alle fermentazioni e rifermentazioni effettuate al di fuori del periodo vendemmiale; dalle modifiche applicative dell’intervento settoriale “Investimenti” alla proroga dei termini per la presentazione delle domande relative a “Ristrutturazione e riconversione dei vigneti” e agli stessi “Investimenti”. Un ulteriore decreto definisce i criteri per la determinazione del sostegno connesso all’intervento “Vendemmia verde”, mentre il SIAN ha reso disponibile la nuova versione del registro telematico vitivinicolo, funzionale anche alla gestione delle operazioni di dealcolazione.

I riferimenti ai singoli provvedimenti sono corredati da specifici approfondimenti tecnici volti a chiarirne contenuti e ricadute applicative.


Nel mese di gennaio, da un movimento nato nel 2013 in Inghilterra, è partito il trend del Dry January, che tradotto significa gennaio asciutto, un mese di astensione dal consumo di alcol, allo scopo di depurare l’organismo dopo le feste; questo anche se non molto sviluppato in tanti Paesi, tocca sicuramente anche il consumo del vino.

In un periodo in cui ci sono diversi interrogativi e dubbi per Il settore vitivinicolo mondiale, che registra un calo abbastanza generalizzato dei consumi evidente in molti mercati. La contrazione dei consumi ha determinato un conseguente incremento delle giacenze di vino invenduto e, in alcune aree produttive, ha generato effetti rilevanti lungo la filiera: in Francia si è fatto ricorso anche a misure di espianto dei vigneti, mentre in California si sono registrati casi di mancata raccolta delle uve. Ci sono però, in questo periodo, anche nuove opportunità di mercato, nuove iniziative e modifiche alla normativa, in attesa dell’approvazione finale del Consiglio UE, dopo il voto favorevole da parte del Parlamento Europeo in sessione plenaria del 10 febbraio del “Pacchetto vino”, che si tradurrà nel Regolamento della Pac vino post 2027.

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