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La semplificazione della PAC ha senso se porta a risultati in tre aree fondamentali: controlli, rischio di sanzioni e tempi di pagamento. Se questi elementi migliorano, allora ci troviamo di fronte a una semplificazione reale, altrimenti gli effetti sul lavoro quotidiano sono solo formali.
Il Regolamento (UE) 2025/2649 del 19 dicembre 2025, entrato in vigore il 1° gennaio 2026 e noto come “Omnibus III”, nasce proprio con l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione della PAC 2023-2027. Pur non riscrivendo l’intero sistema, né introducendo risorse aggiuntive, il regolamento interviene su meccanismi di gestione e controllo che, negli anni, hanno generato difficoltà pratiche per agricoltori, consulenti e organismi pagatori. L’intento principale è semplificare i processi, ridurre la burocrazia, senza compromettere gli obiettivi di sostenibilità e di controllo.
Il principio guida di questa riforma è chiaro: semplificare senza perdere l'efficacia. Questo significa ridurre controlli e sanzioni quando il costo amministrativo è sproporzionato rispetto ai benefici, e limitare le duplicazioni tra sistemi di verifica diversi. In altre parole, l’obiettivo non è “allentare” la PAC, ma renderla più leggibile e gestibile.
In questo contesto, il presente articolo si propone di fare il punto su ciò che cambia con questa nuova normativa, concentrandosi su quelle novità che incidono direttamente sulla gestione aziendale e sull’attività di consulenza.
Un aspetto cruciale da tenere in considerazione è che non tutte le novità saranno subito operative in Italia. La Circolare Agea n. 9304 del 4 febbraio 2026 chiarisce quali disposizioni sono già entrate in vigore e quali richiedono ancora alcuni passaggi, come l’approvazione di decreti da parte del MASAF e l’intesa in Conferenza Stato-Regioni. In altre parole, alcune semplificazioni sono già pronte a entrare in azione per semplificare la PAC, mentre altre dovranno seguire il loro percorso di attuazione a livello nazionale.
La PAC 2023-2027 prevede un regime di condizionalità rafforzata, disciplinato dal Piano Strategico Nazionale della PAC, dal Decreto ministeriale n. 147385 del 9 marzo 2023 e successive modifiche e integrazioni, nonché dalla Circolare AGEA n. 86932 del 30 ottobre 2025, che esplicita le regole applicative italiane sugli impegni di condizionalità.
Il principio di fondo è che i beneficiari dei pagamenti della PAC devono rispettare una serie di norme e requisiti finalizzati a garantire la sostenibilità dell’attività agricola, la tutela dell’ambiente e il benessere animale.