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Ogni trasformazione digitale porta con sé una promessa e un rischio. La promessa è semplificare. Il rischio è complicare ciò che, pur con i suoi limiti, era già conosciuto dagli operatori e in qualche modo funzionava. L’agricoltura italiana si trova oggi esattamente davanti a questa situazione con il Registro fitosanitario, noto come Quaderno di Campagna. Dopo anni di registri cartacei, annotazioni manuali, fogli di calcolo, software gestionali privati e adempimenti spesso concentrati in prossimità dei controlli, il quaderno di campagna entra in una fase nuova: diventa digitale e cambia il peso del dato agricolo. Non si tratta soltanto di trasferire un registro dalla carta allo schermo. Con il Quaderno di Campagna dell’Agricoltore (QDCA) in formato digitale, le informazioni da tenere nei registri dei prodotti fitosanitari entrano progressivamente in un sistema collegato al Fascicolo Aziendale, al Piano Colturale Grafico, al SIAN e agli strumenti di controllo della PAC. Una data, una dose, una superficie trattata o un appezzamento non restano più semplici annotazioni interne all’azienda, ma diventano dati strutturati, confrontabili e verificabili.
Il 2026 sarà, per questo motivo, un anno decisivo.
Con il decreto MASAF 30 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 aprile 2026, l’Italia ha dato attuazione al Regolamento di esecuzione UE 2025/2203, stabilendo che i registri relativi agli utilizzi dei prodotti fitosanitari dovranno essere obbligatoriamente convertiti nel formato elettronico prescritto entro il 31 dicembre 2026. Non è quindi un passaggio da rinviare all’ultimo momento, ma una transizione da preparare per tempo. Il punto non è soltanto rispettare una scadenza. La vera questione è organizzare correttamente i flussi informativi tra azienda agricola, consulente, CAA, Fascicolo Aziendale, Piano Colturale Grafico e sistema informativo pubblico. Se il dato viene raccolto in modo ordinato, coerente e tempestivo, il QDCA può diventare uno strumento utile di gestione e tracciabilità. Se, invece, viene affrontato come un adempimento da ricostruire a posteriori, rischia di trasformarsi in un ulteriore appesantimento burocratico, con possibili effetti negativi anche in fase di controllo.