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Il presente contributo analizza la recente riforma delle norme di commercializzazione per le carni di pollame, introdotta dal Regolamento delegato (UE) 2026/343 e dal Regolamento di esecuzione (UE) 2026/344, che hanno sostituito integralmente il previgente Regolamento (CE) n. 543/2008. La riforma si inserisce nel quadro delle politiche europee volte a favorire la sostenibilità del settore, adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica, rafforzare la tutela dei consumatori e garantire un’applicazione uniforme delle regole nel mercato interno.
Dopo una presentazione generale del nuovo assetto normativo e delle principali modifiche introdotte rispetto al regime previgente, l’autore si sofferma con maggior dettaglio sui più importanti profili di interesse per gli operatori, con particolare attenzione all’ambito di applicazione delle norme di commercializzazione, alle denominazioni di vendita, agli obblighi di etichettatura, alle categorie di qualità, alle menzioni facoltative relative ai metodi di allevamento e ai requisiti concernenti il tenore di acqua nelle carni. Vengono inoltre illustrati i nuovi criteri in materia di controlli ufficiali e metodi di analisi, evidenziando le principali implicazioni pratiche per gli operatori del settore avicolo.
Le norme di commercializzazione per le carni di pollame sono state, recentemente, interessate da un’importante riforma organica, attuata dalla Commissione europea con il Regolamento delegato (UE) 2026/343 e il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/344.
I nuovi atti, entrati in vigore lo scorso 9 marzo 2026, sostituiscono e abrogano, infatti, l’intero Regolamento (CE) 543/2008, al fine di introdurre una serie di modifiche volte a perseguire i seguenti obiettivi strategici: