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A pochi mesi dalla vendemmia c’è preoccupazione per le giacenze elevate, con la prospettiva di un prossimo raccolto abbondante, in contrasto con una diminuzione dei consumi e delle esportazioni. Nell’altalenante andamento delle produzioni mondiali e una diminuzione della superficie del vigneto globale, in Italia invece si assiste ad un incremento della superficie. La situazione vista anche dalla Commissione Europea e dall’OIV, con un’analisi di cosa succede in altri Paesi. Consorzi, associazioni di categoria studiano e chiedono misure per regolare l’offerta, presto aiutati anche dal nuovo DM 264637 del 3 giugno, in materia di costituzione e riconoscimento dei Consorzi di tutela per le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, che prevede anche la regolazione dell’offerta dei vini IG, mediante dei piani approvati allo scopo.
Mancano circa due mesi ed è in arrivo una nuova vendemmia, forse a causa dei cambiamenti climatici, anche in anticipo rispetto ai calendari storici.
Una vendemmia che al momento si può prevedere anche abbastanza abbondante, visto che non sono stati segnalati danni importanti dovuti a gelate e l’andamento climatico è stato fino ad ora favorevole per le varie fasi fenologiche del vigneto. La vendemmia 2025 aveva registrato fra vini e mosti una produzione di 44,383 milioni di ettolitri, di poco superiore (+0,7%) rispetto all’anno precedente.