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Intelligenza artificiale in azienda: dagli obblighi normativi alla governance operativa

Gualtiero Roveda
di Gualtiero Roveda, avvocato

L’ingresso dell’IA nei processi aziendali non riguarda più soltanto chatbot o applicazioni sperimentali. Sempre più spesso è incorporata in strumenti ordinari della gestione d’impresa: software per ordini e giacenze, sistemi di visione per il controllo qualità, manutenzione predittiva, MES, WMS, ERP, piattaforme HR, badge, sensori, telecamere, palmari e strumenti di produttività. Nel settore ortofrutticolo, dove tracciabilità, logistica, freschezza del prodotto, turni e controllo degli scarti sono fattori decisivi, questi sistemi generano efficienza, ma anche nuovi rischi giuridici e organizzativi.


Alla luce del Regolamento UE 2024/1689, della Legge italiana n. 132/2025, del GDPR, dello Statuto dei lavoratori e delle Linee guida ministeriali sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, il punto di partenza è culturale prima ancora che tecnico: l’IA non può essere gestita come un semplice acquisto informatico.

Ogni algoritmo che osserva, classifica, prevede o suggerisce decisioni può incidere su processi aziendali, dati, lavoratori, fornitori e responsabilità dell’impresa.

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