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La PAC italiana non si sta soltanto digitalizzando: una parte significativa dei suoi processi è già entrata in una fase digitale e automatizzata. Il sistema di controlli automatizzati è operativo da tre anni, la domanda geospaziale è realtà, il monitoraggio satellitare continuo classifica gli appezzamenti dichiarati nell’ambito degli interventi e degli elementi monitorabili attraverso un sistema di bandierine senza che nessun funzionario metta piede in campo.
Non è infatti possibile pensare alla digitalizzazione come qualcosa di futuro, o lontano. I diversi tasselli di un disegno avviato nel 2023 stanno convergendo in un sistema sempre più coerente, fondato su una logica precisa e destinato a produrre effetti concreti sul lavoro quotidiano di tecnici, CAA e agricoltori.
Da novembre 2026 entrerà in funzione un nuovo pacchetto di servizi: il monitoraggio preventivo del piano colturale, il fascicolo aziendale completamente dematerializzato, l’impiego strutturato delle fotografie georeferenziate tramite Agrifoto, la gestione automatizzata delle istanze di riesame e l’impiego dei droni nei controlli. Si tratta di misure che renderanno pienamente operativo il nuovo modello di gestione e verifica della PAC.
Di conseguenza, la domanda non è più quando arriverà la digitalizzazione, ma se il sistema sia davvero pronto a governarne le implicazioni operative.
Di seguito, una panoramica delle misure e dei servizi già attivi, di quelli in arrivo e delle ulteriori evoluzioni previste dal 2027 in avanti.
Il SIGC (Sistema Integrato di Gestione e Controllo) è il quadro entro cui si muove tutta la digitalizzazione PAC. La sua progressiva automazione è il filo che collega tutti gli elementi del sistema: