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La Rivista | nº 04 Aprile 2019


Ortofrutta: andamenti e prospettive.
Intervista a Renzo Piraccini - Presidente Macfrut

di Valerio Rustignoli

Dall’8 al 10 maggio prossimo alla Fiera di Rimini ci sarà la 36esima edizione di Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta. Unica fiera di filiera del panorama internazionale, la tre giorni si dipana su 8 padiglioni fieristici con una presenza che per la prima volta oltrepassa i 1100 espositori, un quarto dei quali oltreconfine. E ancora, oltre 1500 buyer invitati da tutto il mondo, una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali e convention organizzati, il Piemonte regione partner, l’Africa Sub-sahariana Country Partner con oltre 200 aziende africane presenti. Facciamo il punto del settore con il Presidente di Macfrut, Renzo Piraccini.

Dal suo osservatorio, qual è lo stato di salute del settore ortofrutticolo italiano?

L’Italia è leader mondiale in molti comparti, dalle tecnologie alle sementi, dal biologico ad alcuni prodotti come l’uva da tavola per citarne uno; così come produce innovazione in vari ambiti, a partire dagli ortaggi. Il comparto ortofrutta è uno dei settori strategici del made in Italy, rappresenta il 18% dell’export agroalimentare, valore che sale al 31% se si aggiunge l’ortofrutta lavorata e conservata. Il dato aggregato, evidenzia come l’ortofrutta sia la prima voce dell’export agroalimentare con un valore di 8.438.573 migliaia di euro, contro i 6.204.963 migliaia di euro del vino, seconda voce. Il settore è in un momento cruciale, ha davanti sfide globali come ci ricordano i recenti numeri dell’export comunicati da Ice Agenzia.

Cosa dicono?

Che se non ci internazionalizziamo non cresciamo. Cito ancora qualche altro numero. Dopo il 2017 dei record con il superamento del “muro” dei 5 miliardi di euro di export (5,2 miliardi per la precisione), il 2018 ha registrato una flessione arrivando a quota 4.891 milioni di euro (3.391 milioni la frutta, 1.500 milioni gli ortaggi). La diminuzione ha toccato in misura minore gli ortaggi (-3,06%) rispetto alla frutta (-8,2%).

Il motivo di ciò?

Uno dei grandi problemi dell’ortofrutta italiana è l’eccessiva dipendenza dal mercato interno. E quando dico mercato interno mi riferisco a quello europeo, perché vendere in Germania o in Olanda non è più esportare. L’82% del nostro mercato della frutta e l’89% degli ortaggi è dentro i confini della UE. Troppo, decisamente troppo. Ritengo che, almeno per i prodotti che lo consentono, il futuro sia quello di allargare i mercati di sbocco. Uno dei più interessanti è senza dubbio è l’area del Golfo Persico, che oggi rappresenta meno del 2% dell’export di ortofrutta fresca italiana e io penso possa valere molto di più. Un altro mercato strategico è la Cina, anche se le attuali barriere fitosanitarie non consentono all’Italia di sfruttare tutte le potenzialità del mercato cinese.

E il mercato italiano?

In Italia il mercato non è destinato a crescere in quantità, speriamo possa crescere in valore. Ritengo che crescerà ulteriormente il mercato dei prodotti pronti al consumo a scapito di quelli convenzionali.

Quali tendenze saranno più importanti e pertinenti per il settore ortofrutticolo in Italia in 2019-2020?

I trend in atto nel mercato sono destinati a consolidarsi ulteriormente: il biologico crescerà ancora, cresceranno i prodotti pronti e quelli facili da consumare, cresceranno i prodotti che hanno una immagine di “super food”, come avocado e zenzero. Vedo ulteriori difficoltà per i prodotti maturi, come patate e agrumi. Sono destinati a crescere i prodotti che hanno una immagine di “locale”. C’è una forte domanda di prodotti locali a cui però la distribuzione fa fatica a rispondere in maniera adeguata, perché l’offerta è molto frammentata. Per qualunque settore produttivo è sempre più importante puntare sull’innovazione.

Quanto la ritiene importante per il mondo dell’ortofrutta?

È fondamentale, e infatti coloro che hanno capito che è indispensabile innovare, sono quelli che stanno conquistando i mercati. E ce ne sono parecchi. Purtroppo c’è la diffusa percezione di un ortofrutta settore statico, quando in realtà è uno dei più innovativi in agricoltura. Penso ad alcune novità come l’evoluzione del settore orticolo dove la coltivazione in verticale in apposite celle di accrescimento è ormai una realtà; oppure l’uso dei droni per mappare la coltura e risparmiare acqua e fertilizzanti, o le tecniche di conservazione che permettono di ridurre gli sprechi. Uno dei pilastri di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta a Rimini dall’8 al 10 maggio prossimo, è proprio l’innovazione.

In che modo si potrà “toccare” in Fiera?

Saranno presenti tre aree dinamiche, testimonianza di un settore tra i più innovativi del panorama agroalimentare. In un padiglione della fiera ospitiamo il Greenhouse Technology Village, un vero e proprio villaggio dell’innovazione orticola in serra che ospita i principali produttori di tecnologie, materiali e mezzi tecnici, sementieri e vivaisti specializzati, dove vengono presentate alcune delle innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori. E ancora, AcquaCampus, un campo dimostrativo di 500 metri quadrati dove si possono vedere in azione gli impianti di irrigazione tecnologicamente più avanzati, presentati dalle aziende leader mondiali. Infine, ma non meno importante, Macfrut in Campo, una grande area sempre allestita all’interno dei padiglioni della, fiera dove viene riprodotto un vero e proprio campo prova con all’opera le macchine agricole più innovative.

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