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Gli operatori del settore agrivoltaico lanciano un allarme: i tempi imposti dal bando PNRR 2024 risultano incompatibili con la realtà delle procedure autorizzative e operative necessarie per la realizzazione degli impianti. In base ai dati diffusi dal GSE con il primo Bando sono stati ammessi 540 progetti dei quali 270 mediante la procedura dell’asta, per una potenza complessiva di circa 1,5 GW. Tuttavia, le scadenze imposte – conclusione lavori entro giugno 2026 e connessione entro tale data – sono considerate irrealistiche, in particolare per gli impianti di grandi dimensioni.
Le principali criticità evidenziate dagli operatori riguardano la lentezza del permitting secondario, la rigidità burocratica nella definizione della fine lavori, i vincoli legati alle stagionalità agronomiche e le difficoltà di accesso al credito, acuite dal rischio di ritardi nella messa in esercizio.
Per evitare l’abbandono dei progetti, è stato avviato un dialogo con il Ministero dell’Ambiente per richiedere una proroga tecnica (fine lavori al 31 ottobre 2026 e connessione al 31 dicembre 2027) e una maggiore coerenza tra gli obiettivi PNRR e le condizioni operative effettive. In assenza di correttivi, molti investitori stanno valutando l’uscita dal bando e il passaggio a strumenti alternativi, come il decreto FerX, ritenuto più flessibile e atteso entro fine 2025.
La perdita dei fondi PNRR – affermano gli operatori – sarebbe un’occasione mancata per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, già in ritardo sugli obiettivi al 2030. Ogni progetto coinvolge una filiera ampia di imprese, tecnici e agricoltori, per cui è urgente adottare misure che garantiscano certezze operative e tempi compatibili con la realtà del settore.
Il 26 maggio, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e di altri tributi indiretti.
Il provvedimento, che raccoglie in modo organico le norme vigenti, prevedendo l’abrogazione dei numerosi provvedimenti che oggi le contengono, si inserisce nel percorso di razionalizzazione e semplificazione del sistema fiscale e tributario italiano, in l’attuazione della legge delega 9 agosto 2023, n. 111.
Le disposizioni oggetto del nuovo Testo unico riguardano:
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 118, del 23 maggio 2025, il Decreto 29 aprile 2025 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il provvedimento, nell’ambito del Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2025, proroga al 10 maggio 2025 il termine per la sottoscrizione delle polizze relative alle colture permanenti.
Il Decreto interviene sull'allegato 1, punto 1.5 del decreto 19 febbraio 2025, n. 78382 aggiungendo all'elenco delle fitopatie assicurabili o assoggettabili a copertura mutualistica a carico delle produzioni vegetali la seguente: «1.5.36 Trichoderma agressivum».
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2025 il Decreto 31 marzo 2025 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il provvedimento, nell’ambito del Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2025, proroga al 10 aprile 2025 il termine per la sottoscrizione delle polizze relative alle colture a ciclo autunno-primaverile.
Il decreto modifica inoltre gli allegati 1, 3 e 4 del Piano e introduce semplificazioni per le polizze index: per gli schemi già approvati nella precedente campagna, non sarà necessaria una nuova istanza, a condizione che vengano mantenuti gli stessi requisiti. La misura mira a facilitare l’adesione degli agricoltori agli strumenti di gestione del rischio previsti dal PSP 2023–2027.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni previste dal decreto direttoriale del 4 aprile 2025, relative al “Bando per Investimenti per le imprese boschive e della lavorazione del legno”.
La decisione è stata presa a seguito dell’esaurimento delle risorse disponibili e ha effetto a partire dalle ore 12:00 del 21 maggio 2025.
Venerdì 16 maggio 2025, importante data di scadenze fiscali, il sito dell’Agenzia delle Entrate (AdE) ha subito un blocco, rendendo inaccessibile il Cassetto Fiscale e causando problemi anche al portale dedicato alla dichiarazione precompilata 2025.
Si ipotizza che i problemi siano collegati al lancio della possibilità di modifica e invio della dichiarazione precompilata 2025, con un conseguente boom di accessi che ha sovraccaricato il sistema.
A seguito dei disservizi registrati il CNDCEC ha chiesto proroga per gli adempimenti in scadenza venerdì.
“Prorogare i termini dei numerosi adempimenti in scadenza in data odierna a causa del blocco informatico dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate necessari, tra l’altro, alla trasmissione delle deleghe di pagamento, verificatosi a partire dalle ore 10:30 circa di oggi”. È statala richiesta avanzata dal Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio in una lettera inviata al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone.
Tra le 47 scadenze del 16 maggio la principale riguarda i versamenti IVA mensili e trimestrali (primo trimestre 2025).
Ricordiamo che l’articolo 1 del D.L. n. 498/1961 stabilisce che qualora gli uffici finanziari non siano in grado di funzionare regolarmente a causa di eventi di carattere eccezionale, non riconducibili a disfunzioni organizzative dell'amministrazione finanziaria, i termini di prescrizione e di decadenza nonché quelli di adempimento di obbligazioni e di formalità previsti dalle norme riguardanti le imposte e le tasse a favore dell’erario, in scadenza durante il periodo di mancato o irregolare funzionamento, sono prorogati fino al decimo giorno successivo alla data in cui viene pubblicato il provvedimento di irregolare funzionamento.
È stato pubblicato il Decreto Interministeriale n. 1222 del 17 aprile 2025, che disciplina l’indennità di sostegno al reddito per i lavoratori del settore della pesca marittima, in relazione ai periodi di fermo pesca obbligatorio e non obbligatorio relativi all’annualità 2024. L’indennità, pari a un massimo di 30 euro giornalieri, è riconosciuta anche il sabato e spetta ai dipendenti, inclusi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.
La misura, finanziata con un fondo di 30 milioni di euro, copre sia i fermi imposti da provvedimenti normativi (come per la pesca a strascico o del pesce spada), sia quelli volontari dovuti, ad esempio, a condizioni meteomarine avverse o indisponibilità dell’equipaggio. Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 23 aprile fino alle ore 23:59 del 16 giugno 2025 tramite la piattaforma telematica “Fermo Pesca”, accessibile dal portale “Servizi Lavoro”.
La Fondazione ENPAIA chiude il Bilancio Consuntivo 2024 con un avanzo di 22,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 16,2 milioni del 2023. È il secondo miglior risultato nella storia dell’Ente.
Il risultato è trainato dalla gestione finanziaria e dalle dismissioni immobiliari, con investimenti per 544 milioni e disinvestimenti per 509 milioni, e un rendimento netto del 3,14%. Particolare attenzione è stata data agli investimenti mission-related e strategici, con partecipazioni in Granarolo, Bonifiche Ferraresi, Masi Agricola e fondi CDP.
Il patrimonio sale a 2,1 miliardi (+1,3%), mentre la gestione previdenziale registra contributi accertati per 171,5 milioni (+5%).
In aumento anche il numero degli iscritti che superano quota 41.000 e il numero delle aziende attive a 9.166 nel 2024. Una crescita che nel corso degli ultimi 5 anni ha fatto registrare un andamento costante, con un incremento rispettivamente del 6,6% degli iscritti e del 7,3% delle aziende.
Fonte Fondazione ENPAIA
Dal 30 aprile 2025, gli intermediari abilitati potranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate le richieste per l’acquisizione massiva dei dati relativi agli Isa 2025, grazie alla pubblicazione del software dedicato.
I dati, indispensabili per la definizione delle posizioni dei contribuenti e per l’elaborazione del concordato preventivo biennale 2025-2026, saranno disponibili secondo le specifiche tecniche approvate con il provvedimento dell’11 aprile scorso.
La procedura differisce a seconda del possesso o meno della delega alla consultazione del cassetto fiscale. È possibile anche l’acquisizione puntuale tramite l’area riservata dell’Agenzia.
I vini italiani DOC e DOCG hanno un nuovo contrassegno di Stato, impreziosito dal tricolore. Il nuovo sistema di fascettatura, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato su indicazione del Ministero della Sovranità alimentare e delle Foreste, punta a rafforzare la tutela del Made in Italy contro la contraffazione e l'Italian Sounding.
Il Ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato come il tricolore, insieme al logo della Repubblica Italiana, renderà immediata l'identificazione dell'origine autentica del vino, migliorando la trasparenza verso i consumatori. Il nuovo contrassegno incorpora avanzate tecniche di sicurezza, analoghe a quelle delle banconote, e un QR Code che consente di verificare in tempo reale la tracciabilità del prodotto.
L’Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico, Francesco Soro, ha definito il nuovo contrassegno “un potente strumento di anticontraffazione e garanzia di qualità certificata”, ricordando che nel 2024 sono stati prodotti oltre 2,1 miliardi di contrassegni per il settore vinicolo.
Come si evince dal comunicato diffuso nei giorni scorsi, la modifica delle fascette per contrassegnare i vini DOC e DOCG rappresenta un ulteriore intervento nella difesa dell’eccellenza enologica italiana, in un mercato internazionale dove il valore dell’export vinicolo ha sfiorato gli 8 miliardi di euro nel 2023 e dove la lotta alla contraffazione resta cruciale per salvaguardare la reputazione e la competitività del Made in Italy.
Dal 17 aprile 2025 è attivo il “Bonus nuovi nati”, un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025 (art. 1.co.206/208, L. 207/2024). Possono richiederlo i cittadini italiani, UE o extra-UE con regolare permesso di soggiorno, residenti in Italia, con ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda, da presentare, a pena di decadenza, entro 60 giorni dall’evento, è accessibile online tramite SPID, CIE o CNS, via Contact Center o patronato. Il bonus non concorre alla formazione del reddito e viene erogato nei limiti delle risorse disponibili. Maggiori dettagli nella Circolare INPS n. 76/2025 e nel Messaggio INPS n. 1303/2025)
Il 22 aprile 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge con disposizioni urgenti sugli acconti IRPEF per il 2025. L’intervento risolve un disallineamento tra la riforma fiscale (D.Lgs. 216/2023) e la legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) che ha reso strutturale la riduzione delle aliquote da quattro a tre scaglioni.
Viene quindi neutralizzata la disposizione per la quale la riduzione degli scaglioni IRPEF non si applica per la determinazione degli acconti dovuti per il 2025 per i quali si doveva considerare la disciplina in vigore per l'anno 2023.
In base al comunicato diffuso alla stampa, il decreto stabilisce che i lavoratori dipendenti e i pensionati senza redditi ulteriori non saranno tenuti al versamento degli acconti IRPEF per il 2025, accogliendo le richieste di CAF e sindacati. L’intervento, preannunciato dal MEF, evita aumenti del carico fiscale e sarà operativo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Dal 15 aprile 2025 è attivo il nuovo servizio digitale “Voltura catastale web”, che semplifica le modalità di richiesta della voltura degli immobili. Il servizio consente a cittadini e cittadine, oppure a loro delegati, di presentare la domanda di voltura catastale direttamente online, accedendo con credenziali SPID, CIE, CNS o Entratel/Fisconline.
Attraverso una procedura guidata, l’utente può compilare la dichiarazione, inviare la documentazione e versare le imposte dovute. Al termine, il sistema rilascia conferma dell’avvenuta presentazione e del pagamento. Il nuovo servizio andrà progressivamente a sostituire l’attuale software “Voltura 2.0 – Telematica”, che rimarrà operativo fino a nuova comunicazione da parte dell’Agenzia delle entrate.
Contestualmente, è stato attivato anche il servizio gratuito “Consultazione registro partite catastali”, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia. Si tratta della digitalizzazione degli schedari cartacei storici contenenti i nominativi degli intestatari di beni immobili, consultabili ora online senza necessità di recarsi fisicamente agli sportelli.
Meno deriva, maggiore sicurezza per gli operatori e tempi di intervento più rapidi: l’utilizzo dei droni nei trattamenti fitosanitari ha dato risultati promettenti. Il Ministero della Salute ha rinnovato per il 2025 l’autorizzazione alla sperimentazione già avviata in Emilia-Romagna, su richiesta del Settore Fitosanitario regionale. Si tratta della prima autorizzazione concessa per l’anno in corso a livello nazionale. Infatti, l’utilizzo dei droni per i trattamenti fitosanitari è, di norma, vietato nel nostro Paese: l’autorizzazione concessa rappresenta quindi una deroga.
Dopo la positiva esperienza del 2024 nella zona collinare ravennate, la sperimentazione verrà ora estesa anche alla pianura ravennate, al piacentino e alla provincia di Forlì-Cesena, interessando colture come vite, cipolla e pomodoro.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’agricoltura 4.0 e mira a favorire pratiche sostenibili ed efficienti, con una riduzione dell’impatto ambientale e una maggiore sicurezza per chi opera nei campi. I dati raccolti finora confermano l’efficacia e il potenziale dei droni nella difesa fitosanitaria.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di sospendere i dazi reciproci del 20% che avrebbero dovuto entrare in vigore il 9 aprile 2025, mantenendo invece le tariffe del 10% già applicate dal 5 aprile. La decisione arriva dopo l'annuncio di nuovi dazi USA sui prodotti europei, che avrebbero avuto un impatto significativo su diversi settori, tra cui agroalimentare, moda e meccanica.
Nel frattempo, l'Unione Europea ha approvato una serie di contromisure sotto forma di tariffe variabili dal 10 al 25% su una vasta gamma di prodotti americani, come motociclette, jeans e succo d’arancia, a partire dal 15 aprile 2025. Questo intervento mira a ridurre l'effetto delle tariffe statunitensi, pur cercando di non penalizzare troppo le imprese e i consumatori europei.
Il vino italiano rappresenta sicuramente una delle nostre eccellenze all’estero, ma l’ottimismo è smorzato dai timori legati ai dazi USA e all’eccesso di vino invenduto. «Se non vendiamo il vino che abbiamo in cantina, non ci sarà spazio per il nuovo raccolto», è l’allarme lanciato da più produttori a Vinitaly. Attualmente in giacenza ci sono 55,4 milioni di ettolitri, a fronte di una produzione che, nell’ultimo anno, è stata di 41 milioni. L’Italia esporta meno di 22 milioni di ettolitri all’anno, 3,6 dei quali verso gli Stati Uniti. Micaela Pallini (Federvini) chiede una regia nazionale per gestire volumi e qualità. Lamberto Frescobaldi (UIV) invita a frenare la sovrapproduzione, che deprime i listini. Serve un piano condiviso per garantire sostenibilità e valore al vino italiano.
Come annunciato, nella giornata di ieri il presidente degli Stati Uniti ha illustrato i dazi che saranno applicati ai prodotti importati negli USA da Paesi esteri, nell’ottica del piano annunciato fin dalla sua campagna elettorale denominato “America First”.
Tra le misure, è previsto un dazio del 25% sulle auto importate negli USA e del 20% su altri prodotti provenienti dall'Unione Europea. Sebbene siano stati evitati i temuti dazi del 200% sul vino europeo (di cui l'Italia è uno dei principali esportatori negli Stati Uniti), gli effetti sul commercio internazionale e sull'inflazione si manifesteranno presto, anche in Italia..
Altri Paesi, ritenuti maggiormente protezionisti, subiranno dazi ancora più elevati (Cina 34%, Giappone 24%, Svizzera 31%, ecc.). Nei confronti del Regno Unito i dazi saranno applicati nella misura minima (10%).
Nonostante Trump abbia illustrato personalmente i nuovi dazi e spiegato come sono stati definiti, i criteri per l'applicazione differenziata dei dazi restano poco trasparenti.
Approvato dal Consiglio dei Ministri il rinvio dell’obbligo di polizza catastrofale: scadenza al 1° ottobre 2025 per le medie imprese, al 1° gennaio 2026 per micro e piccole. Per le grandi imprese resta il 31 marzo, ma senza sanzioni per 90 giorni. La proroga, motivata da difficoltà operative e dubbi interpretativi, riguarda i danni alle immobilizzazioni materiali causati da eventi catastrofali.
Il Ministero dell'Economia ha chiarito definitivamente la posizione riguardo all'applicazione della cedolare secca sugli affitti abitativi a conduttori che esercitano attività d'impresa o professionale, nonostante l'immobile venga utilizzato per scopi abitativi. In una risposta a un'interrogazione in Commissione Finanze alla Camera, il sottosegretario Federico Freni ha escluso la possibilità di applicare la cedolare secca in tali casi, contrariamente a quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 12395 del 7 maggio 2024.
La controversia era sorta a seguito di un'interpretazione della Cassazione che aveva riconosciuto la legittimità della cedolare secca sui contratti di locazione con conduttori imprenditori o professionisti, sebbene l'immobile fosse destinato a fini abitativi. Tuttavia, il Ministero dell'Economia ribadisce la posizione dell'Agenzia delle Entrate, secondo la quale la cedolare secca si applica solo ai contratti di locazione con persone fisiche che non agiscono per motivi professionali o imprenditoriali, anche se l'immobile viene utilizzato per scopi abitativi da dipendenti o collaboratori.
Sono in arrivo delle comunicazioni mirate ai soggetti che hanno effettuato degli interventi di riqualificazione degli immobili, a partire dal 2000, beneficiando delle agevolazioni del cosiddetto superbonus. I primi a ricevere le lettere dall’Agenzia delle Entrate riguarderanno le posizioni in cui l’immobile si trovi ancora nello stato di rustico, collabente o in corso di fabbricazione.
Dopo questa prima fase, che interesserà circa 10.000 posizioni, l’Agenzia procederà con ulteriori controlli su altre casistiche meritevoli di essere approfondite.
Con questa iniziativi l’Agenzia attua quanto indicato nel provvedimento del 7 febbraio 2025 (Prot. n. 38133/2025) con cui ha definito le modalità con cui viene data attuazione agli obblighi derivanti dall’art. 1, commi 86 e 87, della Legge 213/2023, in relazione agli immobili oggetto di interventi agevolati dal Superbonus (art. 119 del D.L. 34/2020).
Ricevuta la comunicazione il contribuente può:
L’obiettivo è quello di favorire l’adempimento spontaneo e il corretto aggiornamento del catasto, con impatto anche sulla rendita catastale degli immobili interessati da interventi agevolati.
Il Consiglio dei ministri del 13 marzo 2025 ha approvato lo schema di decreto legislativo volto a revisionare il sistema delle accise.
Tra le modifiche vi è un aggravio dell’imposizione per il gasolio rispetto alla benzina al fine di favorire l’utilizzo di quest’ultima in quanto produce minori emissioni inquinanti.
La penalizzazione del gasolio a vantaggio della benzina comporterà aumenti tra 1 e 1,5 centesimi per litro. In particolare la riforma prevede che, nei prossimi cinque anni, si potranno aumentare le accise sul gasolio e ridurre quelle sulla benzina.
Per il gasolio agricolo gli sgravi sono tuttavia confermati.
Con un comunicato pubblicato sul proprio sito, l’INPS ha comunicato che è online la Certificazione Unica (CU) 2025 relativa ai redditi percepiti nel 2024, documento indispensabile per la presentazione della dichiarazione dei redditi. La CU è accessibile a tutti i cittadini attraverso le modalità digitali e tradizionali, riflettendo così l’impegno dell’Istituto verso l’innovazione e la semplificazione dei servizi.
Le CU pubblicate all’apertura del servizio hanno raggiunto la cifra di 26.783.143.
Per visualizzare, scaricare e stampare il modello CU 2025 è necessario accedere con le proprie credenziali (SPID, CIE, CNS, eIDAS e PIN) all’area personale MyINPS e seguire il percorso: “I tuoi servizi e strumenti” > “Servizi fiscali e pagamenti ricevuti da INPS” > “Certificazione Unica 2025 (Cittadino)”.
I pensionati possono scaricare il documento anche tramite il servizio online “Cedolino della pensione”.
La CU 2025 è disponibile anche su INPS Mobile per dispositivi Android e Apple iOS, utilizzando le credenziali personali e il servizio “Certificazione Unica”.
In alternativa, la Certificazione Unica potrà essere richiesta tramite:
Il Consiglio dei Ministri del 13 marzo 2025, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive in materia di adempimenti tributari, concordato preventivo biennale, giustizia tributaria e sanzioni tributarie.
Il testo introduce diverse misure di semplificazione in materia di adempimenti e versamenti. Inoltre, in materia di concordato preventivo biennale, si proroga la possibilità di adesione all’istituto al 30 settembre (in precedenza era il 31 luglio) e, tenuto conto della sperimentalità del concordato, si escludono i soggetti che adottano il regime forfetario. In materia di contenzioso, si estende a tutti i ricorsi pendenti in Cassazione la possibilità di usufruire della conciliazione giudiziale, in precedenza riservata quelli successivi al 5 gennaio 2024. Infine, nel settore doganale, si recepiscono le istanze delle categorie in relazione alle sanzioni sui diritti di confine diversi dal dazio, allineandole a quelle interne.
Con il Messaggio n. 871 del 11 marzo 2025, l’INPS ha annunciato che, a seguito della fase di dismissione del Cassetto previdenziale per aziende agricole, i nuovi Avvisi di tariffazione recanti il prospetto di dettaglio dei contributi da versare per l’emissione del terzo trimestre 2024, in scadenza il prossimo 17 marzo 2025 (il 16 marzo cade di domenica), sono disponibili esclusivamente sul Cassetto Previdenziale del Contribuente, relativo a ogni posizione contributiva CIDA dei datori di lavoro agricolo.
Come precisato dall’Istituto previdenziale, il nuovo avviso di tariffazione è stato riprogettato per tener conto delle novità introdotte dall’art. 30, D.L. n. 19/2024, che ha revisionato il regime sanzionatorio per omissioni e per evasioni contributive di cui all’art. 116, commi 8, 9, 10 e 15, Legge n. 388/2000.
Con la Circolare n. 19445 del 6 marzo 2025, AGEA ha sollecitato l’aggiornamento delle basi associative per accedere ai contributi del sostegno accoppiato al reddito per colza, girasole, olio di oliva e agrumeti specializzati. L’ente ha rilevato lacune nei dati su contratti, impegni di coltivazione e adesioni ai sistemi di certificazione DOP/IGP. Per garantire la continuità dei pagamenti, i dati dovranno essere aggiornati entro il 17 marzo 2025. L'accesso al servizio avviene tramite l'area riservata SIAN.
È stato pubblicato il Decreto Attuativo n. 18/2025 che definisce le modalità operative dell'obbligo di polizza catastrofale per le imprese, previsto dalla Legge di Bilancio 2024. Le aziende dovranno stipulare una copertura assicurativa entro il 31 marzo 2025 contro danni da sismi, alluvioni e frane. Il decreto stabilisce criteri di rischio, premi assicurativi proporzionali e il ruolo di SACE per la riassicurazione. Le imprese che non si adegueranno rischiano sanzioni.
Ricordiamo che sono esclusi dagli obblighi le imprese agricole, per le quali opera il fondo AgriCat, mentre per le attività di pesca e acquacoltura il Decreto Milleproroghe ha rinviato l’obbligo di sottoscrivere polizze contro rischi catastrofali al 31 dicembre 2025.
Pubblicato sulla G.U. del 25 febbraio 2025, n.46, il Decreto MASAF del 13 novembre 2024 stabilisce criteri e modalità per concedere aiuti alle imprese colpite dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche dal 1° maggio 2023. Gli aiuti coprono la ricostruzione di immobili produttivi, la delocalizzazione temporanea, la riparazione di beni strumentali e la compensazione per perdite di reddito. Il sostegno, calcolato sui danni effettivi, non supera il 100% dei costi ammissibili. Le imprese beneficiarie devono dimostrare il nesso di causalità con perizia asseverata. È prevista la cumulabilità con altri aiuti, evitando sovracompensazioni.
La Circolare AGRICAT n. 2/2025 stabilisce la proroga dei termini per la presentazione delle denunce di sinistro relative ai danni subiti dalle produzioni agricole a seguito di eventi catastrofali verificatisi nel 2024.
Gli agricoltori interessati potranno presentare le denunce tramite l’area dedicata "MyAgricat" fino al 28 febbraio 2025.
La proroga è stata disposta anche in considerazione degli interventi tecnici necessari al trasferimento degli applicativi SIAN sulla nuova infrastruttura del Polo Strategico Nazionale (PSN).
Angelo Frascarelli, Luca Palazzoni
Entro il 28 febbraio 2025, è possibile presentare una denuncia cumulativa per la registrazione dei contratti di affitto di fondi rustici stipulati nel 2024 in forma non autenticata, come previsto dall’art. 17 comma 3-bis del DPR 131/86. La riforma fiscale (D.Lgs. 139/2024) ha introdotto modifiche, eliminando il riferimento al “doppio originale” e prevedendo modalità telematiche definite da un provvedimento attuativo. L’imposta di registro resta allo 0,5% con minimo 67 euro sulla denuncia complessiva.
Lo scorso 13 febbraio scadeva il termine entro il quale gli enti, le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti e per tutti gli altri soggetti diversi dai produttori iniziali, dovevano provvedere all’iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI).
Nel decreto Milleproroghe, in corso di approvazione, è stato disposto che con un decreto del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica potrà essere prevista una ulteriore proroga.
Dovrebbero invece rimanere invariati i termini per gli altri gruppi di soggetti interessati all’iscrizione al RENTRI.
(Vedi anche l’articolo : Nuovo sistema RENTRI: cosa cambia per la tracciabilità dei rifiuti dal 13 febbraio 2026?)